Grande accoglienza all’Estadio do Drago per Vitor Pereira ex allenatore del Porto ed ora in forza sulla panchina del Nottingham Forest che proprio stasera affronterà il suo passato.
Accolto dall’ovazione dell’intero Stadio, Vítor Pereira non si è nascosto dall’amore che ancora prova per il Porto, per un club che gli ha consegnato tanto e che lui ha portato in altro nelle classifiche europee.
Il Presidente del Porto Villas-Boas ha consegnato a Pereira la ‘sua maglia’, quella del Porto che tanto ha amato.
Non sarà facile per Pereira battere la sua ex squdra. Il club inglese sta attraversando una stagione difficile. Mentre lotta per rimanere in Premier League, ha già cambiato quattro allenatori.
Ora è Vitor Pereira ad accettare la sfida, in un ambiente dove ha già ottenuto grandi successi.
La Storia, la carriera di Vitor Pereira
Pereira arriva al Porto nel 2000/01 per lavorare nel settore giovanile. Fa esperienza lontano dai riflettori guidando Sanjoanense, Espinho e Santa Clara, prima di rientrare nel 2010/11 nello staff tecnico di André Villas-Boas.
Quella stagione diventa leggendaria: il Porto conquista campionato, coppa nazionale ed Europa League, un triplete che entra nella storia del club e del calcio portoghese.
Quando Villas-Boas vola al Chelsea, il presidente Pinto da Costa affida proprio a Pereira la panchina. La scelta si rivela lungimirante: in due stagioni arrivano due campionati consecutivi, che gettano le basi per il dominio nazionale prolungato negli anni successivi.
Pereira non replica il trionfo europeo, ma consolida la mentalità vincente del Porto, dimostrando di saper reggere il peso dell’eredità.
Il successo in patria gli apre le porte del mondo. La carriera di Vitor Pereira diventa un viaggio tra culture calcistiche diverse: Arabia Saudita, Grecia, Turchia, Germania, Cina e Brasile.
Esperienze differenti, spesso complesse, che ne arricchiscono il profilo tecnico e umano. Il periodo in Cina durante la pandemia lo porta a riflettere sulla necessità di rientrare nel grande calcio europeo.
L’occasione arriva in Premier League con il Wolverhampton Wanderers. La scelta sorprende l’Inghilterra: un tecnico senza esperienza nei top campionati chiamato a salvare una squadra in difficoltà.
Pereira centra l’obiettivo, evita la retrocessione e dimostra di saper gestire la pressione del calcio inglese
Dopo un avvio complicato nella stagione successiva, lascia e viene chiamato dal Nottingham Forest, terzo allenatore di un’annata travagliata.
Anche qui il copione si ripete: squadra in crisi, ambiente sfiduciato, classifica pericolosa. Pereira rimette ordine, restituisce identità e porta stabilità, allontanando il Forest dalla zona retrocessione.
Non solo. Dal suo arrivo, il Nottingham Forest diventa una delle squadre più solide anche nel percorso europeo, riaccendendo nei tifosi il ricordo dei trionfi continentali degli anni ’70.
Un’ambizione che oggi passa inevitabilmente da una sfida dal sapore romantico e crudele allo stesso tempo: battere il Porto, nello stadio che è stato teatro dei momenti più alti della sua carriera.
Per Vitor Pereira non è soltanto una partita di Europa League. È il confronto tra passato e presente, tra ciò che è stato e ciò che vuole ancora dimostrare di poter essere.
Articolo a cura di Stefano Ghezzi – SportPress24.com