ATP Montecarlo, Sinner avanza ai quarti, Berrettini si ferma

Sinner splende, Berrettini si inceppa: una giornata a due velocità per l’Italia a Montecarlo

La giornata azzurra al Masters 1000 di Montecarlo si è trasformata in un racconto a due voci, quasi due capitoli opposti della stessa storia. Da una parte Jannik Sinner, che continua a confermarsi uomo da grandi palcoscenici anche quando il corpo non lo asseconda; dall’altra Matteo Berrettini, che dopo il buon debutto si ferma bruscamente contro un avversario giovane, affamato e in piena ascesa come João Fonseca.

Sinner: un primo set da dominatore, un secondo da sopravvissuto, un terzo da campione

Il match contro Tomas Machac sembrava destinato a essere una formalità. Il primo set, vinto 6-1, è stato un manifesto del tennis di Sinner: ritmo, precisione, profondità, totale controllo degli scambi. Ma il tennis, soprattutto sulla terra, è un romanzo che cambia tono in un attimo.

Nel secondo parziale, l’azzurro rallenta. La schiena fa male, il servizio perde incisività, il linguaggio del corpo si fa più pesante. Machac, giocatore brillante e imprevedibile, fiuta l’occasione e lo trascina al tie-break, dove Sinner appare contratto e poco reattivo. Il ceco pareggia i conti e il match si complica.

Il terzo set, però, racconta un’altra storia: quella di un giocatore che ha imparato a vincere anche quando non è al massimo. Sinner ritrova ordine, si aggrappa al servizio, sceglie con lucidità quando accelerare. Il break nel terzo game è la svolta: da lì in avanti, Jannik non concede più nulla e chiude 6-3, conquistando i quarti di finale.

Ad attenderlo c’è Felix Auger-Aliassime, avversario che conosce bene e che sulla terra può creare più di un grattacapo.

Berrettini: Fonseca corre, spinge e non sbaglia. Matteo non trova armi

Sul Campo dei Principi, la storia è diversa. João Fonseca, 19 anni, talento brasiliano in piena esplosione, gioca con una maturità sorprendente. Il suo tennis è aggressivo, verticale, senza timori reverenziali. Berrettini prova a imporre il proprio ritmo, ma il servizio non lo sostiene come dovrebbe e gli scambi da fondo diventano un terreno minato.

Fonseca prende il controllo del match molto presto, strappa il primo set 6-3 e nel secondo dilaga: 6-2, con Matteo spesso costretto sulla difensiva, incapace di trovare continuità e profondità. Una sconfitta netta, che non cancella i progressi delle ultime settimane ma ricorda quanto il percorso di rientro sia ancora in costruzione.

Il brasiliano, intanto, entra nella storia: è uno dei più giovani a raggiungere i quarti a Montecarlo dai tempi di Nadal.

Articolo a cura di Michela Catena – Sportpress24.com

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