Contro il Parma la Lazio di Maurizio Sarri non ingrana la quarta. Peccato. Il pareggio, buono, solo ad evitare una cocente sconfitta, è figlio di una prestazione pessima.
Maurizio Sarri il comandante, è prigioniero del suo gioco, anacronistico ed annacquato, e non riesce a capire che il calcio del 2026 è diverso da quello che lo aveva visto primeggiare tanti anni fa.
Scorrendo la prestazione della Lazio contro il Parma, vengono con se però, alcune domande che ci fanno riflettere:
Perché l’ostracismo a Noslin? Perché formazioni sbagliate?
Perché mettere in campo giocatori infortunati o in condizioni “terribili” (parole sue)? Perché non modulare la strategia all’avversario che si ha di fronte?
Perché Ratkov non gioca nemmeno 5 minuti soprattutto in gare chiuse come quella contro il Parma? Perché Przyborek non può giocare?
Ora queste domande non avranno mai risposta, ma fa nulla. L’importante è che prestazioni orrende come quella vista sabato non vengano ripetute e che la Lazio continui in queste ultime giornate di campionato a raggiungere una posizione dignitosa in classifica.
Sperando nel recupero di Patric, la vera arma tattica che ha fatto decollare la Lazio, e nella volontà dei giocatori di volersi giocare dignitosamente questo campionato fino alla fine.
Semplici speranze avvolte nel mister…o Sarri.
Foto Team Claudio Pasquazi