Guglielmo Stendardo: quando lo sport diventa il punto di partenza

Calciatore, avvocato, allenatore, docente: Guglielmo Stendardo è l’esempio di chi ha fatto della formazione il proprio punto di forza.

Carriera in Serie A conLazio, Juventus e Atalanta,  laurea in Giurisprudenza, abilitazione all’esercizio della professione forense, docenza universitaria allaLUISS Guido Carlie panchina della Salernitana Primavera. Guglielmo Stendardo non è semplicemente un ex calciatore che ha cambiato vita: è la dimostrazione che sport e formazione possono coesistere. In un mondo del calcio in cui studiare è ancora oggi una rarità, Stendardo ha scelto di non fermarsi al campo, convinto che la conoscenza sia un patrimonio che nessun infortunio, nessun contratto in scadenza, nessun fischio finale può portare via. Lo abbiamo incontrato per capire come si costruisce una carriera del genere, e cosa può insegnare ai giovani che oggi si trovano davanti allo stesso bivio. Con la stessa disponibilità e professionalità che lo contraddistinguono dentro e fuori dal campo, ha risposto ad ogni nostra domanda senza riserve.

Ha avuto una carriera calcistica di alto livello, è diventato avvocato, allena la Salernitana Primavera e insegna alla LUISS. Come riesce a gestire tutto questo contemporaneamente?

“Con immensa passione ed estrema determinazione, requisiti essenziali che mi hanno sempre spinto ad evolvermi e a migliorarmi come professionista e soprattutto come uomo.”

Studiare da calciatore professionista è ancora oggi una rarità. Cosa l’ha spinta a intraprendere questo percorso quando la maggior parte dei suoi colleghi non lo faceva?

“Mi ha spinto innanzitutto la mia famiglia che ha sempre ritenuto la formazione e la conoscenza un investimento a tempo indeterminato. Mentre il calcio è una passione che non può diventare l’ unico obiettivo della propria vita. Avere un piano B, credo, sia fondamentale per vivere con equilibrio ogni tipo di percorso professionale ed umano. La conoscenza è potere e mi ha sempre incuriosito. Ma ho ancora tanto da imparare ed ho ancora qualche obiettivo da raggiungere.”

L’attività agonistica ad alti livelli con i ritiri, i viaggi, il carico fisico e mentale è realmente conciliabile con un percorso di studi serio?

“Tutto si può conciliare. Serve equilibrio, pazienza e resilienza. Per ottenere traguardi importanti, occorre tempo e conoscenza. Lo sport ci insegna che non esistono scorciatoie o corsie preferenziali. Solo il talento unito al sacrificio quotidiano, può permetterti di conciliare sport e studio.”

Cosa consiglia ai giovani calciatori di oggi che vorrebbero seguire il Suo esempio?

“Di studiare, di approfondire le proprie conoscenze e di non soffermarsi solo ed esclusivamente sul calcio. La vita è bella, bisogna viverla intensamente e con quella passione che ci deve contraddistinguere in ogni percorso professionale ed umano.”

Articolo ed immagine di copertina a cura di Valerio Giuseppe Bellinghieri – Sportpress24.com

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