Italia, esultanze fuori luogo in tv: prima dimostrare, poi festeggiare

Le telecamere della Rai inquadrano l’esultanza di alcuni giocatori dell’Italia dopo il successo della Bosnia ed Erzegovina sul Galles.

Dopo il caso Bastoni contro la Juventus, ancora una volta i giocatori dell’Inter protagonisti

In primo piano si vedono i giocatori dell’Italia, tra cui Federico Dimarco, lasciarsi andare a sorrisi e gesti di soddisfazione.

Un’immagine che ha fatto rapidamente il giro dei social e che, al di là dell’episodio in sé, racconta qualcosa di più profondo sul momento che vive la Nazionale.

Perché il punto non è tifare contro qualcuno o gioire per un risultato favorevole alla classifica. Il punto è il tempismo, il contesto, la misura. L’Italia, oggi, non è nella posizione di potersi permettere leggerezze comunicative o atteggiamenti sopra le righe. Non ancora.

Non dopo anni complicati, non dopo delusioni recenti, non mentre è ancora chiamata a dimostrare sul campo di essere tornata davvero grande.

Quelle immagini danno la sensazione di una Nazionale che si lascia distrarre da ciò che accade altrove invece di restare concentrata esclusivamente su ciò che deve fare lei.

E in un momento storico in cui credibilità e autorevolezza vanno riconquistate passo dopo passo, anche questi dettagli pesano.

Il discorso si intreccia inevitabilmente con quanto accaduto nelle ultime settimane a livello di club

Le polemiche seguite alla sfida tra Juventus e Inter, con le discussioni nate attorno a presunte simulazioni e atteggiamenti sopra le righe, in particolare quelli attribuiti ad Alessandro Bastoni, hanno già acceso un dibattito acceso sul modo di stare in campo e di comunicare fuori.

Ed è proprio questo il punto: quando indossi la maglia azzurra, devi riuscire a separarti da tutto. Dal tifo di club, dalle rivalità, dalle polemiche.

Devi trasmettere compostezza, senso del momento, rispetto. Per gli avversari, per la situazione, ma soprattutto per la maglia che rappresenti.

L’esultanza ripresa dalle telecamere non è un “caso” in senso stretto, ma è un segnale.

Un segnale che stona con la narrativa di un’Italia che dovrebbe essere concentrata, silenziosa, affamata, determinata a parlare solo attraverso le prestazioni.

In questo momento storico, agli azzurri non serve apparire. Serve lavorare sotto traccia. Serve abbassare i toni, alzare il livello.

Perché la credibilità si riconquista con i fatti, non con le espressioni.

Articolo a cura di Stefano Ghezzi – SportPress24.com 

Translate »