Italia, Gattuso si gioca tutto: dovrà essere diverso (finalmente)

“Sotto la pioggia”. Non è solo il titolo di una vecchia canzone che riecheggiava nell’Italia del 1982, l’anno del penultimo trionfo mondiale, ma l’immagine perfetta della vigilia azzurra.

Un allenamento bagnato, pesante, quasi simbolico, a raccontare il momento della Nazionale alla vigilia della sfida decisiva contro l’Irlanda del Nord.

A vent’anni dall’ultimo titolo iridato conquistato a Coppa del Mondo FIFA 2006, l’Italia si ritrova ancora una volta a fare i conti con i fantasmi.

Non più da favorita, ma con la paura concreta di restare fuori. E quei ricordi recenti, le eliminazioni contro Svezia e Macedonia del Nord, tornano come un vento freddo in una primavera che sa di illusione.

Gattuso punta tutto sulle motivazioni

Il commissario tecnico Gennaro Gattuso lo sa: il tempo è poco, le certezze ancora meno. In conferenza stampa è stato diretto, quasi ruvido: “Stanno tutti bene”. Un modo per tagliare corto, per evitare alibi.

Più che sulla costruzione di un sistema perfetto, Gattuso sta lavorando sulla testa dei suoi. Motivazioni, orgoglio, senso di appartenenza. Le sue armi migliori.

La probabile formazione dell’Italia: 3-5-2 senza sorprese

Per la gara di Bergamo, Gattuso ha già in mente l’undici titolare:

  • Portiere: Gianluigi Donnarumma

  • Difesa: Gianluca Mancini, Alessandro Bastoni, Riccardo Calafiori

  • Centrocampo: Matteo Politano, Nicolò Barella, Manuel Locatelli, Sandro Tonali, Federico Dimarco

  • Attacco: Mateo Retegui, Moise Kean

Un 3-5-2 equilibrato, costruito più per solidità che per spettacolo.

Allenamento tra schemi e dettagli

Nella seduta pomeridiana spazio alle combinazioni sulle fasce: lavoro sulle catene laterali con esterni, mezzali e punte per trovare automatismi rapidi. Poi esercitazioni sui calci piazzati, fondamentale che potrebbe risultare decisivo in una gara bloccata.

Il tempo per costruire è poco. Quello per sbagliare, praticamente zero.

Una partita che vale una generazione

Non è una semplice gara di qualificazione. È molto di più. È una partita che può segnare il destino di un ciclo, di un gruppo, forse di un’intera generazione.

L’Italia si gioca tutto sotto la pioggia.

E stavolta, davvero, non può permettersi di restare al freddo.

Articolo a cura di Stefano Ghezzi – SportPress24.com 

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