Telecronache sempre più di parte, il problema ignorato da Sky e DAZN

Nel calcio moderno, dove ogni dettaglio è amplificato e discusso, la telecronaca dovrebbe rappresentare un punto fermo di equilibrio e professionalità. Eppure, sempre più spesso, ciò che arriva agli abbonati di DAZN e Sky è ben lontano da questo ideale.

La sensazione diffusa, e sempre più esplicitata sui social, è quella di una narrazione parziale, inclinata verso determinate squadre, con telecronisti che sembrano dimenticare il ruolo di imparzialità che dovrebbe contraddistinguerli.

Non si tratta più di episodi isolati o di percezioni soggettive: il malcontento è trasversale, costante, e soprattutto ignorato.

Una telecronaca che divide invece di raccontare

Il calcio è passione, identità, appartenenza. Proprio per questo, chi lo racconta ha una responsabilità enorme. E invece accade sempre più spesso che durante una partita:

  • una squadra venga esaltata oltre misura
  • l’altra venga raccontata con tono distaccato, se non addirittura sminuita
  • episodi dubbi siano analizzati con chiavi di lettura opposte a seconda della maglia coinvolta

Il risultato è una narrazione squilibrata, che altera la percezione della partita e finisce per irritare chi paga per un servizio che dovrebbe essere professionale, non tifoso.

Lo stesso si ripete quando si interpella chi dovrebbe avere conoscenza a livello tecnico, tattico o arbitrale. Si evidenzia che più delle volte, il risultato è sempre lo stesso.

Una settimana si da una versione, settimana dopo un’altra nonostante similitudini. Questo perchè cambia soggetto e importanza di un bacino utenti più elevato.

Il rispetto per la “seconda squadra” che manca

Uno degli aspetti più criticati riguarda proprio il trattamento riservato alla squadra meno “mediatica” o meno blasonata. In molte telecronache si percepisce chiaramente:

  • minor attenzione nella descrizione del gioco
  • meno entusiasmo nei momenti positivi
  • superficialità nell’analisi tattica

Un atteggiamento che, per molti tifosi, sfocia in una vera e propria mancanza di rispetto. E questo è inaccettabile, perché ogni squadra merita lo stesso livello di attenzione e dignità narrativa.

Le segnalazioni ignorate

Basta farsi un giro su X (ex Twitter), Instagram o nei forum per rendersi conto di quanto il tema sia caldo. Migliaia di utenti segnalano, commentano, criticano. Clip condivise, esempi evidenti, confronti tra partite.

Eppure, nulla cambia…

Né DAZN né Sky sembrano intervenire in modo concreto. Nessuna presa di posizione netta, nessun cambio evidente di linea editoriale, nessuna rotazione significativa delle voci più contestate.

Il messaggio che passa è semplice e pericoloso: il pubblico può lamentarsi quanto vuole, ma il servizio resta lo stesso.

Una domanda scomoda: vale ancora la pena pagare?

A questo punto, la domanda è inevitabile: ha senso pagare un abbonamento sempre più costoso per un prodotto che rischia di rovinare l’esperienza della partita?

Perché il punto non è solo tecnico (ritardi, qualità dello streaming), ma emotivo. Il tifoso vuole vivere la partita, non subirla attraverso un racconto distorto e spesso e volentieri al limite della faziosità.

Pagare per una telecronaca che magari non tuteli entrambi le squadre, significa accettare che qualcuno filtri la tua passione con un punto di vista che non hai scelto.

Il calcio merita di meglio

Il calcio italiano, già alle prese con mille problemi, non ha bisogno anche di una narrazione divisiva. Ha bisogno di competenza, equilibrio, rispetto.

Servono telecronisti capaci di raccontare il gioco, non di interpretarlo secondo preferenze personali. Servono aziende che ascoltino davvero i propri utenti, non solo quando si tratta di abbonamenti.

Perché alla fine, la questione è semplice: il tifoso paga per vedere la partita, non per sentirsi dare una versione di parte.

E finché questo non cambierà, la critica non solo continuerà, ma sarà sempre più forte.

Articolo a cura di Stefano Ghezzi – SportPress24.com 

Translate »