Formula 1, verso la cancellazione dei GP di Bahrein e Arabia Saudita: pesa la crisi in Medio Oriente

Il calendario del Mondiale di Formula 1 potrebbe subire una clamorosa modifica. Secondo diverse fonti internazionali, tra cui Marca, Daily Mail e Sky Sports Germania, i Gran Premi del Bahrein e dell’Arabia Saudita sarebbero ormai vicini alla cancellazione a causa della crisi in Medio Oriente e della guerra che coinvolge l’Iran.

L’annuncio ufficiale non è ancora arrivato, ma potrebbe essere comunicato già nel fine settimana durante il Gran Premio di Cina, in programma sul circuito di Shanghai International Circuit.

Due GP tra i più ricchi del mondiale

La possibile cancellazione riguarda due degli appuntamenti economicamente più importanti della stagione.

Il Gran Premio del Bahrein, previsto per il 12 aprile sul circuito di Bahrain International Circuit, vale circa 45 milioni di euro di diritti per la Formula 1.

Ancora più alto il valore del Gran Premio dell’Arabia Saudita, in programma una settimana dopo sul tracciato cittadino di Jeddah Corniche Circuit, con ricavi stimati attorno ai 70 milioni di euro.

Nonostante l’enorme peso economico, secondo le indiscrezioni avrebbe prevalso la priorità alla sicurezza per team, piloti e personale.

La battaglia degli organizzatori sauditi

Dietro le quinte, riferisce la stampa tedesca, gli organizzatori di Gedda avrebbero tentato fino all’ultimo di salvare l’evento.

Tra le proposte avanzate ci sarebbe stata anche quella di mettere a disposizione voli charter dedicati per squadre e addetti ai lavori.

Non sarebbe la prima volta che il Gran Premio saudita si trova a fare i conti con tensioni regionali.

Già nel 2022 gli attacchi della milizia Houthi contro un deposito petrolifero vicino al circuito avevano messo in discussione lo svolgimento della gara, poi disputata dopo lunghe riunioni tra piloti e organizzatori.

I problemi logistici

Oltre alla sicurezza, peserebbero anche motivi logistici. Senza il Gran Premio del Bahrein, che tradizionalmente apre la doppietta mediorientale, diventerebbe estremamente complicato trasferire in tempi rapidi l’enorme quantità di materiale dei team fino a Gedda.

La logistica della Formula 1 è infatti tra le più complesse nello sport mondiale: centinaia di tonnellate di attrezzature devono essere spostate tra un circuito e l’altro in pochi giorni.

Come cambierebbe il calendario

Se le cancellazioni venissero confermate, il Mondiale potrebbe passare da 24 a 22 gare.

Si creerebbe inoltre una pausa di circa quattro settimane tra il Gran Premio del Giappone e il Gran Premio di Miami.

Resta aperta, anche se ritenuta poco probabile, la possibilità di inserire altri appuntamenti nel corso della stagione. Tra i circuiti che potrebbero tornare in corsa è citato anche quello di Autodromo Enzo e Dino Ferrari a Imola.

Medio Oriente ancora nel finale di stagione

Nonostante le tensioni attuali, la Formula 1 prevede comunque di tornare in Medio Oriente nella parte conclusiva del campionato.

Il Gran Premio del Qatar è programmato per il 29 novembre, mentre la stagione si chiuderà come da tradizione con il Gran Premio di Abu Dhabi il 6 dicembre sul circuito di Yas Marina Circuit.

Le prossime ore saranno decisive: la Formula 1 è chiamata a prendere una decisione delicata, bilanciando sicurezza, interessi economici e la stabilità di uno dei calendari sportivi più complessi al mondo.

Articolo a cura di Stefano Ghezzi – SportPress24.com 

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