Sei Nazioni, trofeo distrutto dopo un incidente stradale: sarà ricostruito per il 2027

Il trofeo del Sei Nazioni di rugby è andato irrimediabilmente distrutto in seguito a un incidente d’auto che ha coinvolto il veicolo incaricato del trasporto.

Nell’incendio sviluppatosi dopo l’impatto, la coppa, realizzata in larga parte in argento, è rimasta gravemente danneggiata, al punto da risultare irrecuperabile. Nessuna persona è rimasta ferita.

L’episodio risale a due settimane fa ed è avvenuto a Limerick, vicino a Dublino, mentre il trofeo era in viaggio per essere esposto in occasione di una partita ufficiale.

Un imprevisto che ha scosso l’organizzazione di uno dei tornei più antichi e prestigiosi del rugby internazionale.

Un simbolo nato nel 2015

Il trofeo attuale era stato creato nel 2015 per “rispettare l’evoluzione del torneo”, come spiegato all’epoca dagli organizzatori. Un oggetto simbolico, frutto di un’attenta lavorazione artigianale e di un design pensato per rappresentare la tradizione e la modernità del torneo.

In una nota ufficiale, l’organizzazione del Sei Nazioni ha spiegato che “un nuovo trofeo sarà costruito con lo stesso design dell’originale e con materiali recuperati dal trofeo andato bruciato, per fare in modo che la storia sia trasferita alla nuova creazione”. Un modo per mantenere continuità con il passato nonostante la perdita materiale.

Per la realizzazione della nuova coppa saranno necessarie circa 365 ore di lavoro artigianale. Il nuovo trofeo sarà pronto per l’edizione 2027.

Per il 2026 una copia sostitutiva

Per l’edizione in corso, quella del 2026, verrà utilizzata una copia sostitutiva. Intanto il torneo entra nel vivo: l’Italia, dopo la vittoria contro la Scozia e le sconfitte contro Irlanda e Francia – attuale capolista con tre vittorie in altrettante partite – si prepara alla prossima sfida.

Gli Azzurri affronteranno l’Inghilterra allo Stadio Olimpico sabato 7 marzo, in un match che potrebbe rivelarsi decisivo per il morale e la classifica.

Il Sei Nazioni perde temporaneamente il suo simbolo più iconico, ma la volontà degli organizzatori è chiara: trasformare un incidente in un’occasione per rinnovare la tradizione, mantenendo viva la storia del torneo.

Articolo a cura di Stefano Ghezzi – SportPress24.com 

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