José Mourinho e la maledizione Champions: lo Special One a digiuno da oltre dieci anni

Mourinho tramonto calcistico? La doppia sconfitta contro il Real Madrid ha chiuso la corsa europea del Benfica e, soprattutto, ha allungato un dato che pesa come un macigno sulla carriera di José Mourinho: sono passati più di dieci anni dall’ultima vittoria dello Special One in una fase a eliminazione diretta di UEFA Champions League.

Un numero che suona quasi paradossale per un allenatore che ha costruito la propria leggenda proprio nelle notti europee.

L’ultima gioia nel 2014

Per ritrovare un successo di Mourinho dopo la fase a gironi bisogna tornare indietro al 2014. Sulla panchina del Chelsea, il tecnico portoghese riuscì a ribaltare il 3-1 dell’andata contro il Paris Saint-Germain con un 2-0 a Stamford Bridge che valse la semifinale.

Era un Mourinho ancora al centro del palcoscenico europeo, capace di trasformare le difficoltà in imprese. Da allora, però, solo delusioni.

La lunga serie negativa

La “maledizione” inizia già nella stagione 2014/15, ancora contro il PSG: doppio pareggio (2-2 e 1-1) e Blues eliminati per la regola dei gol in trasferta. L’anno successivo Mourinho non arriva nemmeno agli ottavi: esonero anticipato e Champions sfumata.

Per rivederlo nella massima competizione bisogna attendere il 2018, quando guida il Manchester United. Il copione non cambia: agli ottavi il Siviglia espugna Old Trafford (1-2) dopo lo 0-0 dell’andata.

Anche in quell’occasione, pochi mesi dopo, arriva l’esonero. Sarà Ole Gunnar Solskjær a proseguire il cammino europeo dei Red Devils.

Nel 2020 l’ultima apparizione prima di quest’anno: con il Tottenham Hotspur, Mourinho si ferma ancora agli ottavi contro il RB Leipzig, capace di vincere sia all’andata che al ritorno.

E ora il doppio confronto perso con il Real Madrid alla guida del Benfica, che certifica una statistica impietosa: oltre un decennio senza una vittoria nella fase a eliminazione diretta della Champions.

Dal regno d’Europa al dubbio

Fa impressione pensare che stiamo parlando dell’allenatore che con il Porto e l’Inter aveva trasformato la Champions nel proprio regno. Le imprese, le provocazioni, la gestione maniacale dei dettagli: tutto contribuiva a costruire l’aura dello “Special One”.

Oggi, invece, il paradosso è evidente. Il tecnico che aveva fatto dell’Europa la sua casa fatica a conquistare anche solo una notte di gloria dopo i gironi. Il calcio è cambiato, le dinamiche sono più veloci, le squadre più organizzate e meno vulnerabili al carisma.

La domanda resta sospesa nell’aria: Mourinho riuscirà ancora una volta a reinventarsi, oppure la sua storia con la Champions appartiene ormai definitivamente al passato?

Per uno che ha sempre vissuto di sfide e rivincite, la risposta non è ancora scritta. Ma il tempo, questa volta, non sembra più un alleato.

Articolo a cura di Stefano Ghezzi – SportPress24.com 

Translate »