Champions League, l’Italia sull’orlo del baratro europeo

L’Italia rischia di veder deragliare il treno della Champions League, dopo i disastri nei playoff di Juventus, Atalanta e Inter.

Nonostante le buone prospettive prima del turno di andata dei playoff, le italiane crollano inesorabilmente in trasferta rischiando un clamoroso fallimento nella pagina europea.

Juventus

Tre gol di scarto per restare in vita. È questa la montagna da scalare per la Juve dopo la disfatta di Istanbul contro il Galatasaray. Il clima rovente del Türk Telekom Stadium era prevedibile, meno prevedibile la fragilità mostrata dai bianconeri. La squadra dell’ultimo mese e mezzo ha dato segnali di crescita, ma servirà una prestazione quasi perfetta per ribaltare un passivo così pesante. Oggi l’impresa sembra ai limiti dell’impossibile.

Atalanta

Il muro giallo del Borussia Dortmund è uno spettacolo che incute timore a chiunque. Eppure l’Atalanta, negli anni, ha dimostrato di non temere palcoscenici del genere. La sconfitta dell’andata pesa, ma non chiude ogni discorso. Servono tre reti anche qui, contro una squadra solida e abituata alle notti europee. La Dea ha spesso sorpreso quando meno la si attendeva: per restare in corsa dovrà ritrovare intensità, coraggio e precisione sotto porta.

Inter

È forse il caso più emblematico. L’Inter, finalista due volte negli ultimi anni, sembrava la più attrezzata per garantire continuità europea al movimento italiano. E invece la notte in Norvegia contro il Bodo Glimt è stata traumatica. Campo sintetico, freddo pungente, ritmo alto: condizioni difficili, ma non un alibi.

A rendere tutto più complicato, gli infortuni di Lautaro Martinez e di Piotr Zielinski, pedine centrali nello scacchiere nerazzurro. In campionato la squadra appare quasi perfetta; in Europa ha improvvisamente perso certezze. E ora serve una scossa mentale prima ancora che tattica.

Dal sogno dei quarti al rischio tracollo

Solo tre stagioni fa l’Italia portava ai quarti tre squadre, Milan, Napoli e Inter, alimentando l’illusione di una rinascita strutturale. Oggi, invece, il bilancio del playoff d’andata è impietoso: tre trasferte, tre sconfitte, dieci gol incassati e appena tre segnati.

Il ranking UEFA, per anni sbandierato come simbolo di crescita, racconta ora una realtà più dura: l’Italia scivola dietro Inghilterra, Germania, Spagna e Portogallo. La quinta squadra in Champions appare un miraggio. Prima ancora dei calcoli, però, c’è da salvare l’onore.

Tra una settimana non ci saranno più margini d’errore. Dentro o fuori.
Le rimonte sono possibili, ma richiedono partite perfette, intensità feroce e quella qualità che troppo spesso, negli ultimi anni, è stata sopperita solo dall’organizzazione tattica.

L’Europa non aspetta. E il calcio italiano, ora, è chiamato a dimostrare di non aver vissuto soltanto un’illusione.

Articolo a cura di Stefano Ghezzi – SportPress24.com 

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