Andrea Vavassori e Simone Bolelli si confermano campioni all’ATP 500 di Rotterdam.
Dopo il successo di un anno fa, gli azzurri – teste di serie n.4 – hanno sconfitto in finale Hendrik Jebens e Ray Ho col punteggio di 63 64.
Bolelli durante la premiazione, ringrazia ovviamente anche Vavassori. “È condividere insieme le vittorie ma anche le sconfitte. È stato molto bello poter giocare anche più volte sul Campo Centrale: questo torneo migliora ogni anno, e torneremo sicuramente nel 2027″.
IL MATCH
All’Australian Open erano stati propri il tedesco ed il taiwanese ad imporsi nel match di primo turno, impedendo quindi agli azzurri di difendere anche i punti della finale raggiunta nel 2025 a Melbourne. L’andamento, però, oggi è diverso sin da subito. Uno solo era stato il break in quel caso, nel 67(6) 76(2) 64 finale, e tre sono quelli odierni considerando il solo primo parziale.
Il primo è proprio a favore degli italiani, sul servizio di Jebens. La stazza di quest’ultimo (196 cm), nonché la sua scarsa esperienza in singolare (mai in Top 1000 in carriera) rende evidentemente avvantaggiati Bolelli e Vavassori nello scambio.
Quando si allunga, gli equilibri sono chiari, e fiducia nei propri colpi aumenta. Causando un paio di errori avversari, infatti, su 15-40 è Vavassori ad aggredire sin dalla risposta per ottenere il break.
Reagiscono immediatamente Ho e Jebens, che vanno sullo 0-40 e poi vincono il “deciding point” sulla parità con la seconda risposta vincente di rovescio del game da parte del teutonico. Sul 4-3, in ogni caso, le capacità tattiche e difensive della coppia testa di serie n.4 paga ancora nel turno di risposta.
Il terzo break del set arriva con un dritto incrociato in rete di Ho (anche lui in sofferenza nello scambio) ed è decisivo per il 6-3 finale siglato al servizio da Vavassori.
Il secondo set è molto più lineare, ma sul solito binario, gli azzurri hanno ancora la meglio e riescono a gestire il vantaggio questa volta senza problemi. Il break arriva nel quinto game, con la diagonale di rovescio che premia Vavassori contro Jebens, impreciso in lunghezza.
Il servizio, dal sesto game in poi è una garanzia. Così come, evidentemente, il rendimento straordinario di Bolelli e Vavassori in Olanda negli ultimi due anni.
Darderi battuto in finale a Buenos Aires, ma la Top 20 è più vicina
Al di là dell’andamento del match, Darderi è apparso deluso anche per il comportamento del pubblico, che ha provato a incitare a più riprese senza però ricevere il sostegno sperato. Comprensibile dopo le dichiarazioni d’amore di Darderi per la maglia dell’Italia, ma comprensibile anche che Luciano ci rimanga male. Dopo quattro vittorie in altrettante finali a livello ATP (Cordoba 2024, Marrakech, Bastad e Umago 2025), per il nativo di Villa Gesell è arrivata così la prima sconfitta. Questa fa particolarmente male perché gli impedisce di regalarsi l’esordio tra i primi 20 del ranking ATP.
Non mancano i rimpianti per Darderi, che ha chiuso il match sfruttando una sola palla break su 7 e vincendo appena il 24% dei punti con la seconda di servizio. Troppi inoltre gli errori gratuiti, causati in gran parte da un nervosismo che lo ha accompagnato sin dall’inizio. Nonostante la finale non sia andata come sperato, Luciano può consolarsi con un’altra settimana molto positiva che lo avvicina ai suoi obiettivi. Molto bello in tal senso l’abbraccio a fine match con papà Gino e il resto del team, a conferma di essere sulla strada giusta. Da lunedì sarà numero 21 del mondo.
Articolo a cura di Michela Catena – Sportpress24.com