Allenatori contro arbitri: il Var divide la Serie A, Rocchi tenta la mediazione

La frattura tra allenatori e arbitri in Serie A è sempre più evidente. Al centro dello scontro c’è ancora una volta il Var: non la sua esistenza, ma il modo in cui viene utilizzato.

Episodi controversi, proteste sempre più accese e richieste di chiarimenti spingono verso un confronto tanto atteso quanto difficile.

Il designatore Gianluca Rocchi, consapevole del clima teso, aveva espresso la volontà di incontrare i tecnici all’inizio della stagione per chiarire dubbi e protocolli.

L’incontro però non si è mai tenuto, complice una stagione compressa da impegni serrati tra campionato e coppe.

Ora, secondo “La Stampa”, una data possibile potrebbe essere fine marzo, durante la pausa per gli eventuali playoff mondiali.

Le ultime giornate hanno solo esasperato il clima: Gilardino, furioso dopo il rigore concesso al Napoli contro il suo Genoa, ha trovato sponda in De Rossi, mentre Spalletti ha rilanciato il tema del professionismo arbitrale.

Dall’AIA, il vicepresidente Masini ha risposto precisando che gli errori arbitrali non sono legati allo status dei direttori di gara, ma non ha escluso un’apertura futura al professionismo.

Tra le richieste principali degli allenatori, spiccano:

– Utilizzo del Var solo in caso di chiari ed evidenti errori, come da protocollo IFAB;
– Riduzione dei tempi di revisione per evitare lunghi stop che spezzano il ritmo di gioco;
– Maggior trasparenza nella comunicazione delle decisioni.

L’obiettivo è condiviso: rendere il Var uno strumento più efficace e meno divisivo.

Ma per riuscirci, sarà fondamentale che arbitri e allenatori tornino a parlarsi. E che lo facciano con la volontà di ascoltarsi.

Articolo a cura di Stefano Ghezzi – SportPress24.com 

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