“Tempi Moderni” compie 90 anni: un capolavoro senza tempo

Il 5 febbraio 1936, al Rivoli Theatre di New York, debuttava “Tempi Moderni” di Charlie Chaplin: una satira straordinaria sull’alienazione dell’uomo moderno nel mondo industriale.

A distanza di 90 anni, resta un’opera potentissima e attuale.

Ultima apparizione del Vagabondo, il film racconta con ironia e malinconia la condizione dell’operaio schiacciato dai ritmi disumani della fabbrica e di un sistema che consuma l’individuo.

Charlot, tra ingranaggi e assurdi marchingegni, rappresenta il simbolo dell’umanità che lotta per restare tale.

Nato nel cuore della Grande Depressione, “Tempi Moderni” prende spunto dai viaggi e dai dialoghi di Chaplin con personalità osservò le condizioni di miseria in cui si trovava l’Europa ed ebbe conversazioni con intellettuali, artisti e leader, tra cui il Mahatma Gandhi.

Con quest’ultimo parlò dell’industrializzazione che stava dilagando in India, fra tecnologia moderna e capitalismo. Negli Stati Uniti, due erano le risposte a questa crisi: industrializzazione e disumanizzazione del lavoro.

La comicità fisica, i (pochi) dialoghi, la colonna sonora e il tocco poetico di Chaplin rendono il film un manifesto ancora vivo: una denuncia sociale che fa ridere, riflettere, emozionare.

Un classico che non invecchia, perché le sue domande, sul lavoro, la libertà, la dignità, sono sempre moderne.

Articolo a cura di Deborah Formati – SportPress24.com 

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