A quasi otto anni dalla tragica morte di Davide Astori, la giustizia italiana scrive un nuovo e importante capitolo nella vicenda che ha profondamente segnato il mondo del calcio.
L’ospedale fiorentino di Careggi dovrà risarcire con una somma di circa 1,1 milioni di euro i familiari dell’ex capitano della Fiorentina, scomparso il 4 marzo 2018 a soli 31 anni a causa di un arresto cardiaco mentre si trovava in ritiro con la squadra a Udine.
Il risarcimento sarà destinato alla compagna Francesca Fioretti, alla figlia Vittoria, ai genitori e ai fratelli di Astori
La decisione nasce da una sentenza del tribunale di Firenze, confermata anche dalla Corte di Cassazione, che ha stabilito le responsabilità civili della struttura sanitaria.
Al centro della vicenda giudiziaria c’è il professor Giorgio Galanti, medico sportivo che aveva seguito il calciatore durante gli esami clinici. Galanti è stato condannato a un anno di reclusione, con pena sospesa, per omicidio colposo.
Secondo la giustizia, il medico non avrebbe approfondito alcune anomalie riscontrate durante una prova da sforzo, ignorando segnali che avrebbero richiesto ulteriori accertamenti.
In base alla normativa, sarà quindi l’ospedale Careggi a farsi carico dell’indennizzo, con la possibilità di rivalersi successivamente sul medico, in caso di riconoscimento di colpa grave. In quel caso, potrebbero intervenire anche la Corte dei Conti e le coperture assicurative.
Un ricordo ancora vivo
Astori fu trovato privo di vita nella stanza d’albergo dove alloggiava con la Fiorentina prima della partita con l’Udinese.
L’autopsia rivelò una morte cardiaca improvvisa, causata da una cardiomiopatia aritmogena silente. L’evento sconvolse l’Italia intera e portò alla sospensione di tutte le gare del weekend calcistico.
In sua memoria, Fiorentina e Cagliari, le due squadre più importanti della sua carriera, hanno ritirato la maglia numero 13.
Il suo nome continua a vivere nel cuore dei tifosi, e questa sentenza restituisce almeno in parte un senso di giustizia alla sua famiglia.
Articolo a cura di Stefano Ghezzi – SportPress24.com