L’Europa continua a rimanere una maledizione per Antonio Conte. Dopo l’ennesima eliminazione precoce in Champions League, stavolta sulla panchina del Napoli, il tecnico salentino conferma le difficoltà croniche nella massima competizione continentale.
La sconfitta contro il Chelsea ha sancito l’uscita dei partenopei già al termine della League Phase, chiudendo così un’avventura europea durata appena pochi mesi.
Un flop pesante, soprattutto se si considera che il Napoli è la squadra campione d’Italia in carica. Un caso rarissimo nella storia recente del calcio italiano: negli ultimi 25 anni, solo una volta era accaduto che la detentrice dello Scudetto venisse eliminata subito in Champions.
E ironia della sorte, anche in quell’occasione — stagione 2013/14 — l’allenatore era proprio Antonio Conte, allora alla guida della Juventus.
Un’anomalia tra i tecnici italiani
Il curriculum di Conte in campionato è ricco: ha vinto con Juventus, Chelsea e Inter. Ma in Champions League il suo rendimento resta al di sotto delle aspettative.
I numeri parlano chiaro: tanti allenatori italiani — anche meno titolati — hanno una media punti in Europa superiore a quella dell’ex CT della Nazionale.
Nonostante la sua capacità di costruire squadre solide e competitive nei tornei domestici, Conte fatica a imporsi nel contesto europeo, dove la gestione delle partite a eliminazione diretta e l’approccio tattico sembrano metterlo in difficoltà.
Ora testa al campionato (???)
Con la Champions già alle spalle, il Napoli sarà chiamato a concentrarsi sul campionato e sulla Coppa Italia. Ma resta l’amarezza per un’occasione mancata e un tabù, quello europeo, che per Conte sembra sempre più difficile da spezzare. Ma i tifosi?
La sconfitta contro il Chelsea ha sancito il trentesimo posto su 36 squadre nella League Phase di Champions League, una debacle che esclude gli azzurri persino dai playoff a eliminazione diretta. Per Conte, è un déjà vu amaro: anche nel 2013/14, la sua Juventus campione d’Italia uscì alla prima fase, unico precedente simile in 25 anni.
L’esordio europeo con il Napoli, dunque, si chiude nel peggiore dei modi, e il clima attorno al tecnico salentino si è fatto rovente.
Una sola vittoria nelle ultime sette gare ha scatenato la rabbia dei tifosi, esplosa sui social con l’hashtag #ConteOut dopo la sconfitta di Londra.
E a rendere il momento ancor più delicato ci pensano anche i bookmaker: secondo quanto riportato da Agipronews, le quote su un possibile esonero anticipato si aggirano tra 6.00 e 7.50. Non numeri da fine corsa, ma nemmeno trascurabili per un allenatore con lo scudetto sul petto.
Crisi tecnica, spogliatoio spaccato e mercato deludente
Le tensioni non riguardano solo i risultati. Il mercato estivo da oltre 200 milioni ha deluso, con acquisti come Lucca e Lang già messi in discussione.
A pesare anche alcune uscite infelici del tecnico, come la frase “Non ho voglia di accompagnare un morto”, che ha incrinato il rapporto con parte dello spogliatoio e con la dirigenza.
Aurelio De Laurentiis, che aveva trattenuto Conte a fatica dopo il tira e molla della scorsa stagione, sembra ora pronto a rivalutare tutto.
Le prossime settimane saranno decisive per capire se questa seconda stagione potrà proseguire o se, come in passato con Chelsea, Inter e Tottenham, il terzo anno resterà solo un’ipotesi mai realizzata.
Articolo a cura di Stefano Ghezzi – SportPress24.com