Caos in Coppa d’Africa, il Senegal contesta un rigore ed esce dal campo. In Italia lo vedremo mai?

Finale infuocata a Rabat, dove la Coppa d’Africa tra Marocco e Senegal è terminata in modo surreale.

Sullo 0-0, al 98’, l’arbitro congolese Jean Jacques Ndala Ngambo ha concesso un rigore ai padroni di casa per un fallo molto discusso.

I giocatori senegalesi hanno reagito con veemenza, protestando a lungo, e l’allenatore Pape Thiaw ha addirittura ordinato ai suoi uomini di abbandonare il campo.

Un gesto clamoroso, rarissimo a certi livelli, che ha acceso un acceso dibattito sul rispetto delle decisioni arbitrali e sulla possibilità, estrema, di interrompere una gara in segno di protesta.

In un’epoca in cui la tecnologia dovrebbe portare maggiore giustizia, episodi come questi mostrano quanto la fiducia nelle istituzioni arbitrali sia in crisi.

Anche in Italia, con un campionato sempre più avvelenato da errori e polemiche legati all’arbitraggio e al VAR, non mancano frustrazione e accuse.

Il designatore Gianluca Rocchi ha più volte provato a difendere la categoria, ma gli episodi clamorosi si susseguono e la fiducia dei club è al minimo.

In molti si chiedono se arriverà anche da noi un segnale forte come quello del Senegal: una squadra che abbandona il campo per denunciare un’ingiustizia

Per ora è solo un’ipotesi estrema. Ma se il sistema non cambierà in modo concreto, il gesto senegalese potrebbe diventare un precedente, e forse anche un esempio.

Articolo a cura di Stefano Ghezzi – SportPress24.com 

Translate »