La Milano Fashion Week Primavera-Estate 2026 ha preso il via con due giornate dense di eventi, sfilate e debutti che hanno delineato le prime tendenze della stagione.
Primo giorno: debutti e spettacolo
La giornata inaugurale ha visto protagonisti marchi come Diesel, Alberta Ferretti, Dhruv Kapoor e Iceberg.
Diesel ha aperto le danze con uno show innovativo ispirato a una caccia al tesoro, mentre Alberta Ferretti ha presentato una collezione che ha riscosso grande attenzione.
Particolarmente atteso è stato il debutto di Demna Gvasalia alla direzione creativa di Gucci, introdotto da un breve film con un cast stellare.
Secondo giorno: cambiamenti e celebrazioni
Il secondo giorno ha segnato il debutto di Simone Bellotti da Jil Sander, raccogliendo consensi per la sua prima collezione.
Fendi ha celebrato i 100 anni della Maison con una sfilata co-ed, mentre Etro e Missoni hanno presentato le loro nuove collezioni, confermando l’entrata nel vivo del calendario della Settimana della Moda.
Tendenze emergenti
Le prime sfilate hanno evidenziato alcune tendenze chiave per la Primavera-Estate 2026:
• Dettagli sartoriali: balze e volant che segnano il punto vita, corpini micro ad alta femminilità.
• Misure estreme: gonne lunghe e over per la sera, cortissime per il giorno.
• Segni grafici: righe e quadretti in mix di colori vivaci.
• Colori dominanti: blu notte, giallo crema e una punta di arancio.
• Lingerie a vista: trasparenze e tessuti vedo-non-vedo che svelano i capi più intimi.
Nel cuore della Milano Fashion Week, Dolce&Gabbana firma una collezione Autunno/Inverno 2026 che celebra l’individualità come antidoto all’omologazione globale
Una sfilata intensa e teatrale, in cui l’uomo è visto come un microcosmo complesso e irripetibile, un “ritratto vivente” che si racconta attraverso il linguaggio profondo della moda.
La passerella si trasforma in una galleria contemporanea, dove ogni look diventa un autoritratto psicologico.
Le silhouette, scolpite da luci quasi caravaggesche, riportano l’attenzione su una sartorialità che non è mai rigida, ma espressiva.
Le spalle decise parlano di forza, le costruzioni degli abiti rivelano intenzione e introspezione.
Fondamentale il lavoro sui materiali: velluti densi, lane compatte, sete opache e broccati dal gusto moderno. Ogni tessuto suggerisce una diversa percezione del tempo, della memoria, dell’identità.
I colori sono profondi, i contrasti misurati, il lusso è discreto ma fortemente presente.
Dolce&Gabbana riportano così l’abito maschile al suo valore originario: non solo protezione o status, ma linguaggio del sé. Un invito, forte e chiaro, a riscoprire l’unicità attraverso la bellezza del dettaglio e la potenza del vestire consapevole.
La Fashion Week si muove anche in un contesto economico interessante. Si guarda con attenzione alla ratifica dell’accordo UE-Mercosur del 17 gennaio, che potrebbe aprire nuovi mercati strategici in America Latina.
Tuttavia, come sottolinea Raffaello Napoleone (AD di Pitti Immagine), le opportunità vanno prima valutate con attenzione.
La Milano Fashion Week prosegue con un calendario ricco di eventi, sfilate e presentazioni, delineando le tendenze che influenzeranno la moda della prossima stagione.
Articolo a cura di Deborah Formati – SportPress24.com