Gianluca Rocchi, responsabile della CAN A, è intervenuto nel programma Open Var (Dazn, Figc, AIA, Lega Serie A) per analizzare i principali episodi arbitrali della 17ª giornata di Serie A, rispondendo anche alle numerose polemiche sorte soprattutto dopo Udinese-Lazio.
Tanti dubbi lasciati però, proprio sull’episodio principe di questa giornata: Udinese-Lazio e il gol di Davis al 95°.
Le forti parole di Rocchi durante la sua disamina, lasciano ancor più imbarazzo: “Se qualcuno non crede alla nostra buona fede, io domani mattina lascio, senza mezze misure.
Tra gli altri episodi analizzati:
• Lecce-Como: sul gol di Nico Paz è stata confermata la regolarità dell’azione dopo revisione delle immagini.
• Milan-Verona: il rigore assegnato per il contatto tra Nkunku e Nelsson è stato definito “al limite ma supportabile”.
• Torino-Cagliari: sul contatto tra Paleari e Idrissi non è stato ravvisato fallo da rigore, scelta confermata anche a posteriori.
Rocchi ha concluso sottolineando la volontà di maggiore trasparenza e dialogo:
“Siamo qui per spiegare, non per nascondere. Gli errori fanno parte del gioco, ma stiamo lavorando per ridurli al minimo.”
Sulla rete di Keinan Davis in Udinese–Lazio
“Quando le cose non sono oggettive è un problema. Dobbiamo fare due valutazioni, perché ci sono due tocchi di mano. Il primo a centrocampo non è punibile, il secondo invece quello di Davis.
All’inizio il Var non si è accorto che aveva segnato lui, può sembrare superficialità, ma fa capire invece quanto tempo passa prima del gol.
Il vero problema è l’immediatezza, qualcosa di immediato è il tocco di mano e il gol in 2-3 secondi. Il problema degli arbitri è che non c’è oggettività, non c’è un parametro o secondi da contare, cerchi di essere logico in quello che fai.
Davis recupera palla, fa 3-4 dribbling, questa non è mai immediatezza.
Sono sincero, se io da fuori devo capire, e non sono un arbitro, quale delle due è la visione corretta, faccio fatica. Su questa regola andrebbe fatta chiarezza, lo dico io e me ne assumo le responsabilità, perché alle persone servono risposte oggettive.
In questo momento “immediatamente” ci mette in difficoltà, non posso dire oggi ai ragazzi che hanno sbagliato. Questa clip verrà girata all’Ifab, se leviamo questa norma si rientra però nella soggettività e può essere più comprensibile”.
Sulle polemiche successive, con la lettera della Lazio
“Non entro negli argomenti politici, l’ho sempre detto a tutti senza problemi e lo ribadisco: se qualcuno non crede alla nostra buona fede, io domani mattina lascio, senza mezze misure.
Che si debba mettere in dubbio la nostra buona fede, su questo argomento non entro. Vengo qui e faccio sentire gli audio e i ragazzi si mettono a disposizione.
È non è piacevole far sentire gli audio quando si è commesso un errore. Se qualcuno pensa che noi non siamo onesti intellettualmente… il nostro obiettivo è far meno errori possibili.
Poi li commentiamo e sbagliamo. E se foste con me qualche weekend vedreste quanto mi incazzo”.
Sul gol convalidato a Nico Paz in Lecce-Como
“Queste decisioni non vanno sanzionate, questi interventi non vanno puniti. Ho detto ai ragazzi di stare attenti, perché devono essere falli chiari e giallo o interventi di gioco.
La decisione qui è corretta, sia dell’arbitro che del Var”.
Sul rigore concesso al Milan contro il Verona
“Rigore chiaro, 100%, bravo Fabbri a darlo. Devo essere sincero, quando l’arbitro dà questo rigore in campo dai un messaggio potente”.
Sul contatto Paleari-Idrissi in Torino–Cagliari
“È un rigore da assegnare con ammonizione, l’immagine del contatto non è stata considerata ed era quella più importante da mostrare all’arbitro.
Quella gamba non deve essere in quella posizione, inizialmente
Doveri avrebbe dovuto fischiare punizione ed espulsione perché se fosse stato fuori area la decisione era corretta, ma purtroppo nasce da un fuorigioco sbagliato in maniera evidente e noi di questo non siamo contenti.
La mancata valutazione finale porta all’errore, per noi è rigore e ammonizione”.
Infine l’uscita di Svilar su Ostigard in Roma-Genoa
“Questo è rigore perché il portiere è in ritardo, va a cercare il pallone e trova il viso. Non è una decisione facile, ma guardando immagini e regolamento è rigore”.
Articolo a cura di Stefano Ghezzi – SportPress24.com
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