Dopo mesi di silenzio, Luis Alberto torna a far parlare di sé con dichiarazioni destinate a dividere.
L’ex numero 10 della Lazio, oggi all’Al-Duhail in Qatar, si è lasciato andare a un lungo sfogo in un’intervista in cui non ha risparmiato critiche a Claudio Lotito e ad alcuni ambienti del club biancoceleste.
“Ho litigato tante volte con lui. Lo conosciamo tutti, sappiamo com’è. Fortunatamente non è più il mio presidente. Non c’è amicizia, non ci sentiamo più” ha dichiarato senza mezzi termini, aggiungendo poi un racconto personale: “Dopo tre mesi alla Lazio volevo smettere di giocare. Vedevo tutto nero”.
Luis Alberto ha però riconosciuto che il punto di svolta nella sua carriera biancoceleste fu il cambio di mentalità, aiutato anche da un mental coach.
Un percorso che lo portò a conquistarsi il posto da titolare, prima con Simone Inzaghi e poi con Sarri, entrambi lodati nell’intervista: “Inzaghi era un amico, Sarri un maestro. Quando è andato via, sapevo che la Lazio non sarebbe andata da nessuna parte”.
Non mancano le stoccate dirette: “Alla Lazio c’è gente che non capisce di calcio, lo dirò sempre”.
Eppure lo stesso Luis Alberto ha ricordato con nostalgia la stagione 2019-20: “Eravamo felici in campo, ci divertivamo. Senza il Covid ce la saremmo giocata per lo Scudetto”.
Parole forti, che riaccendono il dibattito attorno a uno dei talenti più discussi della Lazio degli ultimi anni: genio e sregolatezza, amore e tensioni. Anche oggi, da lontano, Luis Alberto continua a far rumore.
La Lazio lo ha fatto grande, Luis Alberto e l’ingratitudine
Con tutto il rispetto per la libertà di parola, suonano piuttosto ingrate le dichiarazioni di un calciatore che proprio grazie a Lotito ha ricostruito la propria carriera.
Prelevato dal Liverpool dove era finito ai margini, chiuso in uno sgabuzzino calcistico, è stato rilanciato e valorizzato da una società che ha creduto in lui quando in pochi lo facevano.
Per otto anni, Luis Alberto ha incassato circa 18 milioni netti, è stato coccolato dalla dirigenza biancoceleste anche nei momenti di tensione, capricci e ritardi inclusi.
Nonostante comportamenti spesso discutibili, ritiri saltati, interviste polemiche, spogliatoio spaccato, la società ha sempre cercato di trattenerlo, aumentando l’ingaggio e tenendo chiuse le polemiche per il bene della squadra.
La frase contro Lotito, dunque, suona come un’ingratitudine pesante.
Non è questione di simpatia, ma di memoria e rispetto per chi ti ha permesso di tornare a essere un giocatore decisivo, valorizzandoti fino a renderti appetibile per un contratto milionario in Arabia.
Forse il silenzio, stavolta, sarebbe stato un gesto più elegante.
Foto Claudio Pasquazi – Articolo a cura di Stefano Ghezzi – SportPress24.com