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I Classici di Sportpress24 – Moby Dick

Per i Classici di Sportpress24 presentiamo Moby Dick di Herman Melville 

Moby Dick è certamente il romanzo più famoso di Herman Melville. Il romanzo, scritto nel 1951, è considerato uno dei capolavori della letteratura mondiale, oltre che americana. Moby Dick e il capostipite della “American Renaissance”. 

Caratteristiche del romanzo

Melville tornò a New York nell’autunno del 1844. Determinato ad affermarsi come scrittore, Melville pubblicò due racconti che furono bene accolti: Typee” e Omoo”, basati sul suo vagabondare sull’Oceano Pacifico. 

Due avvenimenti reali costituirono la genesi del racconto di Melville. Il primo è l’affondamento nel 1820 della Baleniera Essex” di Nantucket, dopo l’urto con un enorme capodoglio 3 200 km dalla costa occidentale del Sud America. Il primo ufficiale Owen Chase, uno degli otto sopravvissuti, riportò l’avvenimento nel suo libro del 1821 Narrazione del naufragio della Baleniera Essex di Nantucket che fu affondata da un grosso capodoglio al largo dell’Oceano Pacifico”. 

Il secondo evento fu la presunta uccisione, attorno al 1830, del capodoglio albino Mocha Dick nelle acque al largo dell’isola cilena di Mocha. Si raccontava che Mocha Dick avesse venti o più ramponi conficcatigli nel dorso da altri balenieri e che sembrava attaccare le navi con una ferocia premeditata, come raccontò l’esploratore Jeremiah N. Reynolds, nel maggio 1839 sul The Knickerbocker. (fonte Wikipedia) 

La trama

“Chiamatemi Ismaele” È uno degli incipit più famosi della storia della letteratura mondiale. È proprio Ismaele, il narratore della storiaEgli è un vecchio marinaio esperto. Ha deciso di imbarcarsi su una baleniera. Giunto alla “Locanda dello Sfiatatoio”Ismaele prende un alloggio in una stanza sapendo che dovrà dividerla con un altro marinaio. Il compagno di stanza è un uomo completamente tatuato, QueequegDopo attimi di tensione i due diventano amici e decidono d’imbarcarsi dall’isola di Nantucket sulla baleniera Pequod. Un bastimento vecchio e inusitato. Il Pequod ha solcato tutti gli oceani, ne ha viste di ogni. La nave è equipaggiata da 30 marinai di ogni razza e provenienti da ogni angolo del pianeta. 

La nave è comandata da Achab, un inflessibile capitano quacchero. Sembra non essere sulla nave. Achab è descritto da uno degli armatori come «un grand’uomo, senza religione, simile a un dio», il quale «è stato all’università e insieme ai cannibali». Poco dopo, sul molo, i due amici s’imbattono in un misterioso uomo dal nome biblico di Elia che allude a future disgrazie che colpiranno Achab. Il clima di mistero cresce la mattina di Natale quando Ismaele vede delle oscure figure nella nebbia vicine al Pequod, che proprio quel giorno spiega le vele. 

Achab si presenta

Il viaggio è iniziato. La nave è condotta dagli ufficiali Starbuck, Stubb e Flask. Starbuck, il primo ufficiale, si dimostra serio e sincero oltre che un abile comandante; in seconda c’è Stubb, spensierato e allegro, sempre con la sua pipa in bocca; il terzo ufficiale è Flask, tozzo e di bassa statura e del tutto affidabile. Ciascun ufficiale è responsabile di una lancia con il proprio ramponiere.  

Una mattina, dopo esser sempre stato rinchiuso nella propria cabina, sul cassero appare AchabLa sua è una figura imponente e impressionante con una gamba che gli manca dal ginocchio in giù, rimpiazzata da una protesi realizzata con la mascella di un capodoglio. Achab rivela all’equipaggio che il vero obiettivo della spedizione e la cattura di Moby DickUn enorme capodoglio, dalla pelle chiazzata e con una gobba pallida come la neve, che lo ha menomato durante il suo ultimo viaggio a caccia di balene. Egli non si fermerà davanti a niente nel suo tentativo di uccidere la balena bianca. Starbuck à di parere contrario. Lui vorrebbe solo cacciare balene e tornarsene a casa. Starbuck non ama l’odio e non conosce vendetta. In cuor suo sa che obbedirà al capitano Achab. 

La spiegazione di Melville

Melville, intervenendo in prima persona, prova a dare una prima classificazione enciclopedica delle balene, dividendole in balene In-Folio, balene In-Ottavo e balene In-dodicesimo; si noti che l’autore definisce la balena come “un pesce che sfiata e con pinna orizzontale”.  

Inizia la caccia alle balene

Vengono calate le Lance”Piccole e veloci imbarcazioni, per inseguire un gruppo di balene, Ismaele riconosce gli uomini intravisti nella foschia prima che il Pequod salpasse. Achab aveva in segreto portato con sé il proprio equipaggio, incluso un ramponiere chiamato Fedallah, un enigmatico personaggio che esercita una sinistra influenza su Achab al quale predirà che la morte li colpirà assieme. 

Durante il suo percorso, il Pequod incontrerà altre navi. Per Achab c’è un’unica domanda che sempre pone all’equipaggio delle altre navi: «Avete visto la Balena Bianca?» 

Nel momento in cui il Pequod entra nell’Oceano Pacifico, Queequeg si ammala gravemente. Egli chiede al carpentiere di bordo che gli venga costruita una bara. Al momento, però virgola non c’è, n’è bisogno. La bara diviene così la cassa portaoggetti di Queequeg.

Arrivano notizie su Moby Dick

Da equipaggi di altre baleniere giungono notizie su Moby Dick. Il capitano Boomer del Samuel Enderby, che ha perso un braccio proprio a causa della balena, si stupisce di fronte al bruciante bisogno di vendetta di Achab. Dalla nave Rachele arriva una richiesta di aiuto per ricercare il figlio più giovane del capitano andato disperso con la sua barca durante un recente scontro con la balena bianca. Ma il Pequod adesso è davvero vicino a Moby Dick e Achab non si fermerà di certo per soccorrerli. Infine, viene incrociata la Letizia mentre il suo capitano sta facendo gettare a mare un marinaio ucciso da Moby Dick. Starbuck, sentendo vicino il disastro, implora vanamente Achab per l’ultima volta di riconsiderare la sua sete di vendetta. 

Achab ritrova Moby Dick

Moby Dick viene avvistata dall’equipaggio del Pequod. L’inseguimento dura due giorni. La balena infligge moltissimi danni, compresa la scomparsa in mare del ramponiere Fedallah che al terzo giorno Moby Dick, riemergendo, mostra ormai morto avviluppato dalle corde dei ramponi. Starbuck sa che il capodoglio, che ora nuota lontano dal, non cerca la morte dei balenieri. Achab è ossessionato dalla sua vendetta e Starbuck lo esorta un’ultima volta.  

Conscio che il capodoglio che nuota lontano dal Pequod non cerca la morte dei balenieri, e che Achab è ossessionato dalla sua vendetta, Starbuck esorta un’ultima volta Achab a desistere, osservando che: «Moby Dick non ti cerca. Sei tu, tu che insensato cerchi lei!» 

Epilogo

Achab ignora per l’ennesima volta la voce della ragione e continua con la sua caccia sventurata. Poiché Moby Dick aveva danneggiato due delle tre lance che erano salpate per cacciarlo, l’imbarcazione di Achab è l’unica rimasta intatta. Achab rampona la balena, ma la corda del rampone si rompe. Moby Dick si scaglia allora contro il Pequod stesso, il quale, danneggiato gravemente, comincia ad affondare.

 Il capitano Achab rampona nuovamente la balena ma questa volta il cavo gli si impiglia al collo e, quando Moby Dick si immerge, viene trascinato negli abissi oceanici. Anche in punto di morte egli inveisce contro Moby Dick: «in nome dell’odio che provo, sputo su di te il mio ultimo respiro». La lancia viene quindi inghiottita dal vortice generato dall’affondamento della nave, nel quale quasi tutti i membri dell’equipaggio trovano la morte. Soltanto Ismaele riesce a salvarsi, aggrappandosi alla bara-gavitello di Queequege dopo un intero giorno e un’intera notte viene fortunosamente recuperato dalla Rachele” 

Le frasi

“Un uomo può essere onesto sotto qualunque pelle.” 

“C’è una saggezza che è dolore, ma c’è un dolore che è follia” 

“Prendi un uomo solo, in astratto, ti semnrerà un prodigio, una grandezza, un dolore.Ma prendi l’umanità in massa e, nella maggior parte, ti sembrerà un’accozzaglia di duplicati superflui, sia contemporanei che erediari.” 

L’autore

Herman Melville nato a New York il 1° agosto 1819 in una famiglia agiata con altri 7 figli, il padre era infatti un ricco mercante. Tuttavia, la sua infanzia fu segnata dal fallimento finanziario del padre, che costrinse la famiglia a trasferirsi e a ridurre le proprie agiatezze. Per cercare stabilità economica, lavorò come mozzo e marinaio, imbarcandosi su navi mercantili e baleniere. Queste esperienze di viaggio fornirono materiale per le sue prime opere, tra cui Taipi”. 

Divenne famoso per romanzi come Moby Dick” (1851), Bartleby lo scrivano” (1853) e Billy Budd, marinaio” (scritto nel 1890 e pubblicato postumo). Tuttavia, molti dei suoi libri successivi non ebbero un grande successo commerciale. Dopo il declino delle vendite dei suoi libri, accettò un impiego come ispettore doganale nel porto di New York, che mantenne fino al 1885. Morì a New York il 28 settembre del 1891, e il suo necrologio apparve su un solo giornale. 

Articolo a cura di Massimiliano Vienna – Sportpress24.com – Foto da X e di Massimiliano Vienna

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