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Milan-Lazio, ennesimo scandalo arbitrale. Hanno ucciso il calcio italiano!

rigore milan lazio collu

Ieri sera, San Siro è stato teatro di un episodio che scuote profondamente la credibilità del calcio italiano. Al 90° minuto, con la Lazio sotto di un gol, un evidente fallo di mano in area da parte di un difensore del Milan non è stato sanzionato dall’arbitro Collu, né corretto dal VAR. Un rigore solare, clamoroso, sotto gli occhi di tutti — tranne quelli che avrebbero dovuto vederlo.

Non è il primo episodio. Ma stavolta si è superato il limite. Una decisione di tale gravità, in un momento così decisivo della partita, suona come una beffa non solo per la Lazio ma per tutto il sistema calcistico che pretende ancora di definirsi “professionale”.

La Lazio, giustamente irritata dallo scandalo subito, con un tweet comunica “Ci dispiace non andare in sala stampa, questa sera le immagini parlano per noi.”

Poche parole, ma le immagini sono lo specchio di quello che subisce ogni settimana il calcio italiano visibile anche all’estero.

Una classe arbitrale allo sbando

L’arbitro Collu — già al centro di discussioni per la scelta sconsiderata di dargli il fischietto in una partita cosi importante — ieri ha firmato una delle pagine più buie della stagione. Ma il problema non è il singolo: è il sistema. La gestione VAR, le decisioni incoerenti, l’assenza di responsabilità vera. Nessuno parla. Nessuno spiega. Nessuno paga.

Siamo arrivati al punto in cui l’errore non è più umano: è strutturale. È figlio di una cultura dove la trasparenza è un optional e la meritocrazia un ricordo sbiadito. La classe arbitrale italiana appare sempre più autoreferenziale, protetta da un muro di silenzio e impunità che soffoca ogni possibilità di evoluzione.

Il primo responsabile che fino ad ora si è dimostrato solo “chiacchiere e distintivo” è proprio il designatore degli arbitri Gianluca Rocchi che ha permesso che tali errori facessero la storia negativa del nostro calcio. mai una presa di posizione forte, mai un’ammissione con colpevolezza, mai una scusa formale…mai nulla.

FIGC: silenzio assordante

Ancor più grave è il silenzio della FIGC. Nessuna presa di posizione, nessuna autocritica. Solo comunicati di facciata e promesse vuote. Intanto, il campionato viene falsato, le squadre penalizzate e i tifosi umiliati.

A questo punto, l’Italia dovrebbe seriamente interrogarsi sulla propria credibilità internazionale. Se il nostro sistema non è in grado di garantire equità e correttezza nemmeno nei momenti più evidenti, allora forse è giusto che resti fuori dai grandi palcoscenici. Una nazionale che rappresenta una federazione incapace di gestire i propri arbitri non ha nulla da portare a un Mondiale, se non vergogna.

Come fa una federazione cosi importante ad essere rappresentata ai prossimi mondiali di calcio? Forse è meglio restare a casa a fare l’uncinetto che essere derisi dal mondo intero…

Lo zimbello d’Europa

Mentre le federazioni estere migliorano, si aggiornano, comunicano con chiarezza, in Italia si continua a vivere in un medioevo calcistico. Gli scandali si accumulano, la credibilità crolla e l’opinione pubblica europea ci guarda con sarcasmo misto a disprezzo.

Il caso di ieri è solo l’ultimo episodio di una lunga catena. Ma stavolta è troppo. O si cambia radicalmente — con riforme vere, trasparenza, responsabilità — oppure è meglio che il calcio italiano si faccia da parte.

Almeno fino a quando smetterà di essere cosi indecente.

Ci dicono, lo pubblicizzano che la “Pirateria uccide il calcio”, è no… il calcio è bello che morto, ma non è stata la pirateria; siete stati voi…

Foto da X – Articolo a cura di Stefano Ghezzi – SportPress24.com 

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