“Oltre le sbarre” l’emozionante nuovo libro di Francesco Certo

Oltre le sbarre è il nuovo libro di Francesco Certo, caporedattore di Dimensione Suono Roma. Si tratta del suo diciassettesimo volume, pubblicato da Ensemble Poesia nella Collana Alter.
La raccolta contiene cento poesie che danno voce a un detenuto immaginario. Attraverso i suoi pensieri, Certo esplora la complessità della vita in carcere: le giornate ripetitive, la ricerca di una libertà interiore e il bisogno costante di aggrapparsi a qualcosa che salvi l’anima.

Perché un detenuto immaginario

L’autore ha scelto un protagonista fittizio per una ragione precisa. Lo spiega così:

“Immaginario perché ho voluto proprio verificare, in relazione alle future visite in carcere, se troverà rispondenza nella verifica reale.”

Il personaggio è quindi inventato, ma nasce con l’intenzione di essere confrontato con le esperienze vere che Certo vivrà durante le sue prossime visite negli istituti penitenziari.

La presentazione del libro

Oltre le sbarre è stato presentato il 26 novembre alle 18, presso la libreria Mondadori di Piazza Cola di Rienzo, a Roma.
A moderare l’incontro c’erano:

  • Valentina Calderone, Garante dei detenuti

  • Michele Plastino, storico volto del giornalismo e della conduzione, molto conosciuto anche nell’ambito sportivo

Le letture sono state affidate a Gianluca Teodori e Massimo Arcangeli, che hanno dato ritmo ed emozione ai versi di Certo.

La forza dei pensieri

Nel libro emerge un concetto potente: la poesia non apre le celle, ma può salvare chi le abita. È uno spazio mentale di libertà e respiro.

Il protagonista lo esprime così:

“Dammi aria poesia, fammi uscire da qui, fammi volare alto sopra i soprusi, le angherie, gli errori…”

La parola diventa quindi un rifugio, un modo per resistere alla disperazione e mantenere viva una speranza.

Il rapporto con il secondino

Uno dei punti centrali della raccolta è il rapporto tra detenuto e secondino. Certo lo racconta attraverso piccoli gesti, sguardi di sfuggita e distanze che sembrano invalicabili, ma che fanno parte dello stesso mondo chiuso.

Il detenuto dice:

“Di qua si guarda di soppiatto… di là si sopravvive a tutto. Io conterò i giorni che mancano alla libertà, tu resterai a osservare di nascosto.”

E aggiunge:

“Non volermene caro secondino, ma la vita fuori mi aspetta.”

Una vita sospesa

La vita descritta nelle poesie è una vita sospesa, bloccata tra passato e futuro.
Ogni giorno sembra uguale al precedente, ma dentro quella ripetizione nasce un’umanità ferita e resistente.
La cella diventa un limite, ma non riesce a spegnere del tutto il desiderio di rinascita.

La poesia diventa un filo sottile a cui aggrapparsi: una voce che si oppone alla rassegnazione, che immagina ciò che ancora non esiste, che cerca spiragli di luce anche nei luoghi più bui.
È in questo equilibrio tra disperazione e speranza che la vita mostra la sua forza più autentica.

Con Oltre le sbarre, Francesco Certo costruisce un percorso poetico che invita a guardare dove spesso distogliamo lo sguardo. Non giudica, ma osserva.

Non condanna, ma racconta.

Il libro ricorda che, oltre ogni errore e ogni sbarra, può esistere sempre una nuova possibilità.
Una strada diversa.
Una seconda occasione.

Articolo a cura di Rebecca Olivieri – SportPress24.com

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