Coppa Davis, l’Italia approda in finale per la terza volta consecutiva!

Terza finale di fila per l’Italia in Davis!

Prima un solido Matteo Berrettini (6-3 6-4) contro Collignon, poi un leggendario Flavio Cobolli che vince una battaglia contro Bergs chiudendo 17-15 al tie-break del terzo set. Così l’Italia chiude dopo due singolari la semifinale di Coppa Davis contro il Belgio, guadagnandosi la terza finale consecutiva del “Mondiale” di tennis a squadre.

Le parole di Cobolli: “Non so che dire. Siamo un gruppo di cinque ragazzi che veramente ogni volta mettono tutto quello che hanno quando scendono in campo. Lottiamo l’uno per l’altro, stiamo provando a raggiungere il nostro sogno, che sapete tutti qual è. Voglio ringraziarvi perché mi avete dato una grande mano, grande calore, e giocare così è davvero moto più facile. Oggi ho rischiato un po’, ma questa è come immaginavo la mia partita ideale. Ho sempre cercato di andare al terzo, oggi giuro di non averlo fatto apposta (ride). Ho vissuto il mio più grande sogno, grazie a tutti. Voglio dedicare la vittoria a mia mamma, che non è solita venire a questi appuntamenti, a mio frattelo che continua a piangere…e smettila. E a un mio grande amico (Bove, ndr) che spero torni presto a giocare a calcio. Forza Italia!”.

Berrettini è una certezza: batte Collignon e regala all’Italia il primo punto

Sì, aveva vinto anche l’altro ieri, ma contro il numero 177 Rodionov aveva fatto valere soprattutto l’esperienza. Stavolta, di fronte a un avversario più quotato (il n.86 Collignon), è salito di livello: 6-3 6-4 il punteggio del primo singolare della semifinale tra Italia e Belgio. In estasi i 10 mila spettatori della SuperTennis Arena di Bologna, nella prima Final 8 di Coppa Davis ospitata dall’Italia.

Alla vigilia non mancavano le preoccupazioni: vuoi per la condizione non proprio brillante mostrata da Matteo contro l’Austria, vuoi per il feeling di Collignon con la Davis (tre vittorie su tre quest’anno, tra cui lo scalpo del top ten De Minaur).

Sul campo l’italiano ha spazzato via tutti i dubbi, conquistando il decimo successo consecutivo in singolare con la Nazionale e fornendo un assist all’amico Flavio Cobolli

La partita

Berrettini entra subito dentro il match, da vero “animale” di Coppa Davis. Nel secondo game dell’incontro strappa il break che indirizza il primo set. Matteo è concentrato su ogni punto, intelligente nel togliere tempo e spazio a Collignon sfruttando il servizio e facendo viaggiare a pieni giri il turbo dritto, alternandolo al back di rovescio che serve a spezzare il ritmo. Il belga ci capisce poco, sbaglia parecchio e si ritrova sotto 4-1.

Nei suoi turni di battuta Matteo non concede chance, fino all’ace “sporco” che gli regala il primo set per 6-3. Sulla spinta dell’entusiasmo, arriva il break in apertura di secondo parziale. Berrettini continua ad essere aggressivo, sostenuto dal dritto delle giornate migliori. Tiene poi la battuta ai vantaggi con due servizi vincenti di fila e prova ad allungare ancora, in un game infinito che Collignon porta a casa al sesto vantaggio dopo aver annullato due palle break.

Come spesso accade, ecco la legge del contrappasso. Il belga prende coraggio, mette i piedi dentro le righe e firma il contro break con un passante di rovescio: tutto da rifare. Tre game consecutivi per Collignon che sul 3-2 si procura anche una palla break, cancellata da un passante di dritto di Matteo.

La Fiera è una bolgia, l’habitat naturale che esalta l’azzurro. Di forza Berrettini tiene la battuta e, nel game successivo, piazza il break rimontando da 30-0. Era giusto un passaggio a vuoto, ora Matteo è tornato: difende il servizio del 5-3 e chiude 6-4.

 Un altro 2-0, rocambolesco, perentorio e pieno di carattere, sul Belgio dopo l’Austria, qualifica l’Italia alla terza finale di Coppa Davis consecutiva, la prima senza Sinner. Benché orfani del migliore, i celestini della compagnia guidata da capitan Volandri non si fanno intimidire.

Approfittando del fattore casa, i due romani Flavio Cobolli e Matteo Berrettini centrano l’obiettivo minimo e dormono sonni tranquilli aspettando di conoscere il nome del rivale per l’insalatiera: la Spagna sedotta e abbandonata da Alcaraz infortunato alle Finals o la Germania con Zverev, unico top 15 presente a Bologna, in campo sabato.

Il duello tra numeri uno, Cobolli e il belga Bergs che aveva battuto il romano nel girone della Davis 2024, è un romanzo interminabile (3h04’) che ruota attorno a un solo break. Flavio difende il primo turno di servizio ai vantaggi, poi fa il break al quarto game (3-1), senza tremare quando deve chiudere il set alla battuta, e si fa rimontare da 40-0 (6-3). La quinta occasione è quella buona per il sigillo.

Sotto gli occhi dell’amico del cuore Edoardo Bove, Cobolli non trema. Però Bergs non cede: cerca energie nei sostenitori belgi sugli spalti, si issa fino al tie break mentre l’azzurro smarrisce un po’ di precisione nella prima di servizio. Il primo punto è del Belgio, poi – pur sottoposto a forte pressione – Cobolli ritrova le certezze nel dritto. 2-2. Schiaffo al volo per il 3-3. Adesso è Bergs a sentirsi in un angolo, ma il servizio non lo abbandona. 4-4.

«Forza!» grida il leader carismatico Berrettini dalla panchina. Il belga viene a rete e si merita due set point (6-4). Cobolli annulla il primo col servizio ma ora la palla è in mano al Belgio. Bergs ancora in attacco costringe l’azzurro a un passante complicato. Dritto lungo. Set al Belgio (7-6) e palla al centro.

Adesso la sfida è apertissima. Sull’1-1, avanti 40-0, Cobolli permette a qualche crepa di affiorare: annulla tre mortifere palle break. Si procede on serve, scommettendo su chi arriva prima al punto di rottura. Flavio riperde la prima, commette qualche errore di troppo, ma ormai si gioca sui nervi. Il servizio torna a soccorrerlo sul 4-4, quando c’è la quarta palla break per Bergs. Tiene la battuta e sollecita il supporto del tifo, che non si fa pregare.

L’inerzia del match sembra tornata in Italia. Bergs è in un angolo, incapace di sfruttare il vantaggio della battuta. Va sotto 0-30, lì è l’azzurro a non cogliere l’occasione, ma ai vantaggi si materializza all’orizzonte il traguardo. Match point. E servizio vincente. Il filo di lana è vicino, Flavio lo sente. Al secondo match point, altro servizio vincente di Bergs. È uno stillicidio. 5-5. C’è un’altra palla break per il Belgio (la quinta). Flavio butta il cuore oltre l’ostacolo, si salva. 6-5. «Qua, qua» gli dice Berrettini indicandosi il petto. Cuore, appunto. Ormai questo match si può vincere solo con il cuore.

Dopo 2h37’ di battaglia feroce, ecco il tie break che decide.

Il primo punto è azzurro: rovescio lungo di Bergs (1-0), che reagisce con il servizio (1-1); Cobolli è esausto: sbaglia in lunghezza dopo uno scambio serrato (1-2), poi mette in rete un dritto (1-3). La battuta è ancora viva (2-3), riprende per i capelli con un lob un avversario che rischiava di scivolargli via dalle mani (3-4).

È la stanchezza a tradire Cobolli (3-5), capace di trovare una bella combinazione con il dritto (4-5). Il servizio, però, è in mano belga. C’è il match point per Bergs, la palla che tiene a galla il Belgio e rimanda tutto al doppio di spareggio: la sbaglia sparando fuori un dritto. Non è finita (5-6). Secondo match point: altro dritto in rete. Che regalo. 6-6. Ma l’Italia non ne approfitta. Terzo match point Belgio: Flavio è un leone, viene a rete e piazza lo smash nell’angolo del campo. 7-7.

Bergs si aggrappa al servizio vincente. Quarto match point. Il servizio vincente è di Cobolli, che si rifiuta di morire. 8-8. E poi ne sforna un altro. 9-8. È il momento di chiudere, ma Bergs s’inventa un rovescio angolatissimo seguito da una volée acrobatica sul passante dell’avversario. 9-9. Uno smash rimanda l’Italia sull’orlo del burrone. 10-9. Quinto match point.

Flavio cancella con il servizio: 10-10. Un rovescio in rete di Bergs, sembra incredibile, dà ossigeno all’Italia (11-10). Flavio non ne ha più: palla in rete e racchetta lanciata per terra. 11-11. È stanchissimo anche il belga, che sbaglia. 12-11. Cobolli aspetta l’errore, Bergs è più efficace. 12-12. Servizio e dritto: sesto match point Italia (13-12). Bergs non sbaglia il servizio. 13-13. Questo match sembra imprigionato in un loop spaziotemporale.

Sull’inerzia, il Belgio si prende il sesto match point. Risposta in rete. Non è più una partita di tennis, è un match tra pugili suonati. Un dritto della disperazione, ampiamente fuori, consegna sulla racchetta di Bergs il settimo match point.

Ma la palla corta belga non va a segno. 15-15. C’è un altro errore di Bergs. 16-15. Settimo match point anche per l’Italia. E questa volta Cobolli non sbaglia. Un ace al centro manda l’Italia in paradiso.

Cose da pazzi. Cose che succedono solo in Coppa Davis.

Articolo a cura di Michela Catena – Sportpress24.com

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