Atp Finals, fuori il doppio azzurro: Sinner, 13esima vittoria contro De Minaur

L’azzurro torna all’ultimo atto del torneo dei maestri, crescendo alla distanza e vincendo la trentesima partita di fila indoor. Ora aspetta Alcaraz

Il tabellone segna già l’ora di gioco e Alex De Minaur ha fatto il massimo possibile, coprendo ogni porzione di campo e cercando sempre gli angoli, per sfuggire al sacrificio preconizzato dai 12 precedenti persi su 12. E c’è riuscito fino a trascinare l’idolo di casa sul 5-5. Dopo sette palle break sciupate, l’azzurro si fa caricare dal pubblico e, in una magica simbiosi, strappa finalmente il servizio all’australiano.

La partita, praticamente, termina qui. Il secondo set sarà una passerella, propedeutica a fissare lo score in 7-5 6-2, dopo un’ora e 52 minuti di gioco. Sinner vola in finale, per il terzo anno consecutivo, alle Finals.

Nella storia ci sono riusciti solo i grandissimi: Nastase (1972-75, vinse nel ’71 nel format con il solo round robin), McEnroe (1982-84), Lendl (1980-88), Becker (1994-96), Federer (2003-07 e 2010-12), Djokovic (2012-16). Domani, alle 18, ci sarà l’atto conclusivo dell’edizione 2025 del “torneo dei maestri”: Jannik punta al trionfo bis aspettando l’amico-nemico Carlos Alcaraz, che stasera dovrà vedersela con Felix Auger-Aliassime.

LA PARTITA

Sinner punta a vincere il 30° match di fila indoor (l’ultima sconfitta risale alla finale 2023 di Torino contro Djokovic). Pronti via ed è già 15-40 in risposta. Ma l’impegno non è così facile come sembra. Merito soprattutto di De Minaur, che difende il primo turno di battuta e nel game successivo ha addirittura tre palle break di fila.

C’è equilibrio. L’australiano trova risorse preziose dal servizio (4 ace nel primo set), è aggressivo nello scambio, appena può accelera, usa anche la variante del back per togliere ritmo all’altoatesino. Fatto sta che il primo set scorre via in un’altalena di emozioni. A parte il secondo game, Sinner concede pochissimo alla battuta (84% di punti vinti con la prima nel 1° set).

L’avversario deve dare tutto, e anche di più, per restare aggrappato al punteggio. Prova a mettere in difficoltà Jannik negli spostamenti e salva ben 7 palle break, prima di arrendersi all’ottava. Sinner mette il naso avanti con il 6-5 e archivia il primo parziale con tre servizi vincenti. Nel secondo set non c’è storia.

Il numero 2 del mondo scatta 4-0, ha un’occasione per il 5-0, cancella una palla break sul 4-1 e chiude 6-2.

Jannik non tentenna, non concede nulla: chiude al primo game utile. Ancora una volta l’australiano prova ad osare, lasciando andare tutto fino alla fine, ma non basta: andando anche a rete con un paio di belle volée Sinner arriva a match point. Un dritto vincente è il punto decisivo.

Bolelli e Vavassori si fermano in semifinale a Torino. Ora la Davis

Niente da fare per Bolelli e Vavassori, sconfitti per la terza volta,  in due set e in un’ora e sedici minuti di gioco, da Heliovaara e Patten. A fare la differenza i break concessi dagli italiani al terzo gioco di entrambi i set. Buona partita di Vavassori, sempre molto solido al servizio, Bolelli è apparso invece sottotono. La coppia, testa di serie n.2, ha però concesso davvero poco, ottima la prestazione di Heliovaara.

A dieci mesi dalla finale persa all’Australian Open, sono ancora gli italiani a uscire sconfitti dal duello con la coppia finlandese-inglese. Rimane positivo il cammino degli azzurri, comunque il primo duo italiano in grado di raggiungere le semifinali alle Nitto Atp Finals.

Dettagli che non incidono sul risultato e neppure sulla valutazione generale della settimana del doppio azzurro, che non soltanto ha raggiunto una storica semi alle Finals, ma ha visto il proprio livello di gioco migliorare nettamente rispetto all’ultimo periodo della stagione. “Siamo soddisfatti di quello che abbiamo fatto davanti a questo pubblico pazzesco e ci portiamo via tante sensazioni buone.

Ora sotto con la Davis”, dicono. “Siamo una squadra di amici e abbiamo singolaristi talmente forti che spero di non giocare il doppio. Ma serve siamo pronti a dare una mano”, aggiunge Vavassori. La coppia più difficile da incontrare nella strada verso una ipotetica finale? “Quella francese forse. Ma siamo forti anche noi e se giochiamo bene, il problema è degli altri”, concludono.

Articolo a cura di Michela Catena – Sportpress24.com

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