Lorenzo Musetti, debuttante alle Atp Finals, sconfitto 6-3, 6-4 da Taylor Fritz.
L’azzurro arriva spento e sulle gambe a poche ore dalla finale di Atene, persa proprio contro Novak Djokovic, colui che gli ha ceduto il posto nel torneo dei maestri. L’americano ne approfitta e si aggiudica il primo incontro nel gruppo Jimmy Connors presidiato da Alcaraz.
Ovazioni e cori da stadio ad accoglierlo. Nel box, oltre a coach Tartarini, anche la famiglia: la moglie Veronica Confalonieri, incinta del secondo figlio, e che su Instagram ha condiviso la foto di una porta del palazzetto su cui c’è l’immagine e il nome del compagno.
Dura poco più di tre quarti d’ora il primo parziale di Musetti al Masters. Anche perché l’americano non è certo un novellino della competizione essendosi giocato il titolo l’anno scorso in finale contro un certo Jannik Sinner.
Un primo set iniziato in maniera promettente dall’azzurro, un tranquillo turno di battuta, e poi subito quattro chance per breakkare l’avversario, però non sfruttate. Musetti si trova sotto 2-1 e da quel momento non pare essere più impartita. Perché Fritz gli strappa la battuta al turno immediatamente successivo, alla seconda chance, poi prende il largo progressivamente, lasciandosi dietro a inseguire Lorenzo.
La sensazione è che il toscano patisca un po’ la superficie veloce della Inalpi Arena – non proprio il suo terreno di caccia preferito – sul finire della stagione e dopo una settimana di torneo in Grecia.
Troppo irrigidito il braccio d’oro di Carrara per tentare l’assalto in risposta, mentre il set si avvia verso un 6-3 dal sapore amaro per i nostri colori.
Dieci minuti servono per restare a galla nel prologo del secondo parziale. Musetti riesce però a salvare quattro palle brak. Fritz, costantemente coi piedi sulla riga, mette pressione a Lorenzo, che in un’occasione sbaglia pure un servizio da sotto, ma riesce a issarsi sull’1-0. Tutto facile invece per l’americano nel secondo game, mentre è in pratica Lorenzo (con due doppi falli) a regalargli il break che vale 2-1 e servizio.
L’azzurro fa di tutto per sciogliere le gambe, perché le qualità per dettare legge nello scambio ci sono: superiorità tecnica e un maggiore ventagli odi colpi sono evidenti rispetto a Fritz. Mancano però continuità e peso di palla, al punto che l’italiano è costretto sempre a giocare in difesa. L’americano continua a non avere problemi alla battuta, servendo corpose prime e tenendo in mano il pallino dello scambio ogni volta possibile. Musetti, sotto 4-5 riesce persino a salvare un match point con l’americano sempre più in fiducia e focalizzato sulla vittoria, che arriva subito dopo con un game tenuto a trenta.
Articolo a cura di Michela Catena – Sportpress24.com