Parigi-Bercy, Sinner senza sforzo, il derby è di Sonego: out il doppio

Jannik prende le misure, poi non lascia scampo al belga nel secondo. Neanche una palla break concessa, sfiderà Cerundolo agli ottavi

Uno Jannik Sinner in controllo supera senza patemi il debutto all’Atp 1000 di Parigi, il che è già una notizia. Dopo l’eliminazione del rivale Carlos Alcaraz e le pene dell’inferno vissute da Alexander Zverev per avere la meglio sull’argentino Carabelli, il numero 2 del mondo si è sbarazzato di Zizou Berg in due set con il punteggio di 6-4 6-2 in un’ora e 27 minuti.

La scalata per tornare numero uno dell’azzurro, insomma, è partita nel migliore dei modi, con la ventiduesima vittoria consecutiva indoor: non perde dalle Finals 2023 contro Novak Djokovic. Nemmeno Jannik sembra amare particolarmente questo campo, e anche la sua palla sembra andare molto meno del consueto, la metà di quanto visto solo qualche giorno fa a Vienna.

A differenza di Alcaraz, però, Sinner si è saputo adattare molto meglio alla superficie della Defense Arena (pur avendola provata di meno) e dopo qualche game di assestamento, la partita è andata liscia come l’olio.

Al prossimo turno l’altoatesino affronterà per la sesta volta Francisco Cerundolo (3-2 i precedenti).

PRIMO SET

Già dal primo game Bergs capisce che non tira aria di sorpresa. Il suo turno inaugurale di servizio dura ben 12 minuti, e alla fine lo perde pure. Tipica partenza veloce di Jannik, giusto per mettere subito in chiaro le cose. Prende anche molti rischi, il belga, per tentare di fare partita, e qualche volta pagano. Sinner dal canto suo non ha alcuna difficoltà nei suoi turni di battuta, dove praticamente quasi non si gioca, soprattutto quando riesce a mettere la prima. Dopo qualche game la partita si stabilizza, con Bergs che riesce a tenere meglio il campo e tenta di fare qualche numero, anche a rete, ma non riesce a scalfire il muro di Jannik al servizio, dato che in tutto il parziale solo una volta l’attuale 41 del mondo è arrivato a 30 nei turni di battuta dell’avversario.


​SECONDO SET

Secondo parziale molto simile al primo. Bergs parte al servizio e concede subito tre palle break a Sinner: ne annulla tre, anche bene, ma dopo un errore pesante sulla parità cede la battuta all’azzurro, protagonista di un buon gioco a rete. Sul 3-1 Sinner martella come un fabbro sul lato destro del belga, che non regge più lo scambio e concede il secondo break che di fatto chiude la partita.

Non serviva dare il massimo, al numero 2 del mondo (più sudato del solito, probabilmente a causa del caldo della Defense Arena), ma serviva vincere per partire nel migliore dei modi in un torneo sempre “strano”, come tradizione insegna.

Sonego vince il derby azzurro

Il derby azzurro, quello tra i due Lorenzi, a sorpresa se lo aggiudica Sonego. Il torinese supera al secondo turno del Masters 1000 di Parigi il connazionale Musetti. In un’ora e 56 minuti di gioco, con il risultato di 3-6 6-3 6-1, il numero 45 al mondo rimonta e batte l’amico e abituale compagno di doppio. Sonego, in una partita di tanta corsa e grande cuore, vola così agli ottavi di finale, dove affronterà Daniil Medvedev.

Il più giovane dei due Lorenzo, che è tra i giocatori che protestano per le condizioni del campo (”è troppo lento” urla al suo box nel terzo set), dovrà guardare ai suoi avversari in vista della qualificazione alle Atp Finals.

 

IL MATCH

Si conoscono da anni, dentro e fuori dal campo, e si nota subito. Musetti sa come gioca il suo avversario e sul 2-1 sfrutta questa familiarità: intuisce prima la palla corta di Sonego e si prende così il primo break del match. Il torinese non molla nei suoi turni di battuta, ma quel vantaggio basta al numero due azzurro per chiudere il primo parziale.

Nel secondo, invece, tutto cambia. Sonego, dopo aver annullato due palle break, spiazza il suo avversario strappando nell’ottavo gioco per la prima volta il servizio e, chiamato a servire per il set, non sbaglia. In fiducia, il numero 45 al mondo inizia il set decisivo con un break. Quelle due occasioni non sprecate restano nella testa di Musetti, che sempre più scarico, perde un secondo turno di battuta.

È proprio il numero otto al mondo ad offrire match point e Sonego lo sfrutta: ottiene così la sua prima vittoria contro un top 10 in 881 giorni, da quando ha sconfitto Andrey Rublev al Roland Garros 2023.

Sconfitta indolore per Simone Bolelli ed Andrea Vavassori

Si ferma agli ottavi di finale il cammino in doppio di Simone Bolelli ed Andrea Vavassori nell’ATP Masters 1000 di Parigi: gli azzurri, accreditati della testa di serie numero 7, cedono il passo all’austriaco Alexander Erler ed allo statunitense Robert Galloway, vittoriosi per 7-6 (5) 7-5 dopo un’ora e 36 minuti. Per loro ai quarti ci sarà la coppia vincente del match tra Harri Heliövaara/Henry Patten ed Édouard Roger-Vasselin/Hugo Nys, mentre gli italiani potranno ora concentrarsi sulle ATP Finals e, poi, sulla Coppa Davis.

Nel primo set fioccano le palle break in avvio: gli azzurri perdono il servizio a quindici in apertura e poi mancano al deciding point l’opportunità per l’immediato controbreak. La coppia italiana evita lo 0-3 dopo essere risalita dal 15-40, ed a seguire trova l’aggancio grazie al controbreak a trenta nel quarto gioco che vale il 2-2. Bolelli e Vavassori si procurano la palla del 5-3 al punto decisivo dell’ottavo game, ma non la sfruttano. L’equilibrio non si spezza e si va al tiebreak: servizi dominanti fino al 2-2, poi arrivano sei punti consecutivi vinti in risposta, che portano al 5-5. Erler e Galloway, però, vincono gli ultimi due punti giocati e chiusono sul 7-6 (5) dopo 55′.

 

Nella seconda frazione c’è la partenza sprint degli azzurri, che vincono 8 dei primi 10 punti giocati e scappano sul 2-0, complice il break a quindici ottenuto in apertura. Nel quinto game la coppia italiana manca quattro opportunità consecutive per il 4-1, con Erler e Galloway che si salvano dallo 0-40, e poi poco dopo trovano l’aggancio firmando il 4-4 al punto decisivo dell’ottavo gioco. Anche nel dodicesimo game gli azzurri vanno in difficoltà al servizio, finendo sotto 30-40: cancellato il primo match point, il deciding point sorride ancora ad Erler e Galloway, che portano a casa il successo sul 7-5 dopo 41′.

Le statistiche sottolineano il grande equilibrio visto in campo, tanto che Bolelli e Vavassori perdono nonostante conquistino più punti, 73 contro 71, ma sono i momenti salienti a condannare gli azzurri, che sfruttano soltanto 2 delle 10 palle break avute a disposizione e ne cancellano 4 delle 7 concesse agli avversari, che si dimostrano maggiormente cinici nelle occasioni decisive

 

Articolo a cura di Michela Catena – Sportpress24.com

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