ATP Vienna, Jannik Sinner trionfa in finale contro Zverev!

Jannik Sinner vince una stupenda finale all’Atp 500 di Vienna battendo un grande Alexander Zverev (3-6 6-3 7-5 in due ore e 30 minuti)

Se escludiamo i match contro Alcaraz e i crolli fisici di Shanghai, era un po’ che Jannik non era messo davvero alle corde da un altro avversario, ma alla fine chi ne è uscito vincitore è stato lui, il più forte. Sinner conquista così il ventiduesimo torneo della carriera, il quarto nel 2025, e continua la caccia per tornare numero uno: cinquecento punti ad Alcaraz li ha recuperati, ora i due (staccati di 840 punti) si ritroveranno a Parigi. Una partita bellissima, questa finale di Vienna, con tanti, tanti applausi anche a Zverev, un giocatore che sembra ritrovato: il tedesco a questi livelli potrebbe essere davvero l’avversario che manca per mettere un po’ di pepe al duopolio italo-spagnolo.

​IL MATCH

Un primo set che a Sinner è sfuggito via senza quasi che se ne accorgesse. Dopo non aver sfruttato subito una palla break nel primo gioco, all’improvviso Jannik, da un game che stava dominando 40-0, si complica la vita con un doppio fallo e Zverev stranamente aggressivo col dritto ne approfitta. Il tedesco sfrutta l’occasione e sale 3-1, strappando per la seconda volta in tutto il torneo il servizio a Sinner.

Sascha a Vienna appare rinato, rispetto alle scialbe prestazioni delle settimane scorse. L’indoor gli piace, non per niente ha vinto due volte le Finals, e Vienna sembra fare al caso suo. Un primo set ottimo al servizio per Sascha, che ha la possibilità persino di andare avanti di due break, sul 4-1, ma Jannik è bravo a non dare troppe sicurezze all’avversario, non sfruttando anche due immediate chance per il contro-break nel quarto gioco.

Zverev non trema, e con la combinazione micidiale servizio-rovescio, la specialità della casa, si porta a casa il primo parziale per 6-3. È un match degno della classifica dei protagonisti in campo, numero due e numero tre del mondo. Finalmente.

 

La fine prima della fine

​Sinner cambia marcia nel secondo set. Il servizio, che lo aveva fatto tribolare fin qui, inizia a entrare, e anche la risposta sembra diversa. Appare un po’ stanco l’altoatesino, ma con nessuna intenzione di mollare. E infatti nel secondo gioco del parziale si prende finalmente il break, anche grazie al tedesco, che inizia a concedere qualcosa in battuta e commette ben due doppi falli nel game.

Classico di Sascha, questi cali improvvisi. Si va avanti senza altri sussulti, con i due che se le danno di santa ragione da fondo ma i servizi la fanno da padrone. Sul 5-3 Sinner serve per il set ed è perfetto: chiuso a 15 e 6-3 ricambiato. Si decide tutto al terzo. Nessuno dei due vuole mollare.

Una bella finale, certo molto dipendente dal servizio (quando entra la prima, per entrambi, il più del lavoro è fatto), ma un livello alto, e soprattutto un match non scontato. Al quinto gioco sembra esserci la svolta, con due palle break per Jannik, ma Zverev sulla seconda vince uno scambio lungo e infila quattro punti di fila.

Nell’ottavo gioco Sinner zoppica un po’, la gamba sinistra sembra irrigidita, ma è una paura passeggera: entrambi riprendono a martellare col servizio e a fondo campo.


​Ma la differenza tra un fenomeno e un grande giocatore Sinner la dimostra alla perfezione nell’undicesimo game. Servizio Zverev, il tedesco ha la palla del 6-5 ma Jannik prima sale su 40-40 e poi si procura una palla break pesantissima con uno stupendo rovescio lungolinea. Sascha non mette la prima, lo scambio parte con la seconda, i due martellano sul rovescio e a sbagliare, non casualmente, è Zverev. Sinner va a servire per il match alla fine di un game davvero pazzesco. E quando Jannik serve per il match, è un assassino spietato. Finisce con abbracci e con la gioia di aver vinto pur essendo stato messo alle strette. Una sensazione che Sinner non provava da un po’.

Articolo a cura di Michela Catena – Sportpress24.com

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