I Classici di Sportpress24 – Don Chisciotte della Mancha

Per “I Classici di Sportpress24” presentiamo Don Chisciotte della Mancha. Un capolavoro di Miguel Cervantes che ha ispirato intere generazioni di lettori in tutto il mondo. Ancora oggi, a distanza di oltre 400 anni, le avventure del Nobile spagnolo vengono citate nel linguaggio popolare e di uso comune. 

Caratteristiche del romanzo 

Don Chisciotte della Mancha, titolo originale El Ingenioso Hidalgo Don Quijote de la Mancha, comincia a prendere forma quando Miguel de Cervantes Saavedra ha raggiunto l’età di 57 anni. Il libro, diviso in 2 parti, fu pubblicato nel 1605, divenne immediatamente un successo. Nel 1614, considerato la vasta eco del romanzo, uno scrittore con lo pseudonimo di Alonzo Fernández de Avellaneda, decise di scriverne un seguito. Cervantes, disgustato da questo seguito, decise di scrivere un’altra avventura del don Quijote – la seconda parte – pubblicata nel 1615. Con oltre 500 milioni di copie, è uno dei romanzi più venduti della storia. 

La trama – 1a parte 

Il libro prende il via con una spiegazione dell’autore. Cervantes racconta che la vicenda non è frutto della sua immaginazione ma un resoconto contenuto in un manoscritto arabo ritrovato e da lui adesso tradotto.   

Nella regione iberica della Mancha vive un “hidalgo”, un nobile, Don Alonso, Quijano. Questi è un fervente lettore di romanzi cavallereschi. La passione per questi libri è talmente forte, per lui, che l’Hidalgo non riesce più a distinguere la realtà dalle storie lette. Don Alonso si convince di essere un nobile Cavaliere. Decide di avere bisogno di tre elementi: un cavallo, uno scudiero e una nobildonna da amare e nel cui nome combattere. Parte allora con un cavallo di poco conto chiamato Ronzinante e dandosi il nome di Don Chisciotte della Mancia. Iniziano, così, le avventure del prode Cavaliere, in nome della sua amata Dulcinea del Toboso, che in realtà è una povera donna di nome Aldonza Lorenzo.

Sancho Panza

Il neo Cavaliere incontra un contadino, questi, in cambio di promesse e di un futuro migliore, decide di seguire il protagonista della nostra storia e di fargli da scudiero. Il suo nome e Sancho Panza. A breve si farà poi nominare cavaliere dal proprietario di una taverna, completando così la sua immagine di cavaliere errante. Il giorno dopo la finta investitura Don Chisciotte comincia il suo viaggio e compie la prime inutili imprese: salva un ragazzo da un contadino che lo sta picchiando ma appena lasciati soli i due ricominciano con la zuffa. Il cavaliere incontra poi dei mercanti di Toledo e, secondo una delle tradizioni cavalleresche, li obbliga ad affermare che Dulcinea del Toboso sia la dama più bella che si sia mai vista sulla faccia della Terra ma i mercanti infastiditi lo prendono a bastonate. Don Chisciotte a questo punto viene riconosciuto da un contadino e riportato a casa, dove il nipote di Alonso e la sua governante bruciano tutti i suoi romanzi sperando che, in questo modo, il finto cavaliere guarisca e lasci da parte la sua mania di imitare quei paladini che esistono solo in vecchi libri.

I mulini a vento

Don Chisciotte non si fa fermare da questo imprevisto e riparte con il fedele scudiero. È a questo punto della narrazione che il protagonista si scaglia contro i mulini a vento, immaginati come dei giganti da sconfiggere, ma proprio mentre cavalca contro questi mostri, una pala del mulino lo scaraventa a terra con tutto il cavallo, e anche questa impresa termina in modo ridicolo. Ancora altri episodi come quelli fin qui visti, attendono il povero cavaliere. Tutti terminano nello stesso inglorioso modo tanto che, Sancho Panza, decide di dare al suo padrone il soprannome di “cavaliere dalla triste figura”. Don Chisciotte è soddisfatto di questo epiteto, e in effetti spesso è anche così che ancora oggi ci si riferisce a lui, e, come simbolo della sua disgraziata esistenza, disegna un personaggio triste sul suo scudo.    

In seguito ad altre peripezie, Don Chisciotte decide a questo punto di nascondersi nel bosco e di inviare Sancho dalla sua amata, Dulcinea, con una lettera d’amore. Sancho finge di essere riuscito nell’impresa e intanto il curato e il barbiere del paese in cui Don Chisciotte viveva prima della sua folle partenza, cominciano a cercarlo per portarlo di nuovo a casa

La trama – 2a parte

Nella seconda parte del romanzo, Cervantes scrive di voler raccontare la storia di Don Chisciotte fino al giorno della sua morte. Don Chisciotte, però, non sa che tutti i personaggi hanno letto il primo romanzo. Il nostro eroe cadrà, per questo, vittima delle loro beffe. 

Don Chisciotte e Sancho Panza riescono a fuggire. L’hidalgo vuole trovare la sua amata Dulcinea. Non essendoci castelli nei quali la fanciulla possa vivere, Sancho inventa uno stratagemma. Convince Don Chisciotte a nascondersi nel bosco e gli presenta una contadina. Sancho fa credere al nostro eroe che la contadina sia la sua amata Dulcinea. Ella ha cambiato sembianze per colpa di un incantesimo.  

Sansone Carrasco 

Nel romanzo entra in scena un amico di Don Chisciotte. Sansone Carrasco. Per fare in modo che il Cavaliere folle torni a casa, si presenta anche lui come un paladino. Il Cavaliere degli Specchi. Questi propone al nostro eroe un duello con accordo. Il vincitore avrà diritto di ordine sullo sconfitto. Incredibilmente, Don Chisciotte vince il duello e riprende il suo viaggio.  

Nel suo peregrinare con Sancio, il nostro eroe incontra un corteo di carri. In questo corteo ci sono due leoni. Don Chisciotte vuole battersi con le fiere, ma queste non lo degnano neanche di uno sguardo e la scena risulta altamente ridicola.  

Il Duca e la Duchessa  

Durante il loro viaggio ed altre avventure l’hidalgo ed il suo scudiero incontrano un vero Duca e una Duchessa. Anche loro hanno letto il primo libro. I due nobili invitano i nostri eroi a corte solamente per beffarsi di loro. I due nobili affermano che esiste un mago. Il mago Malabruno che minaccia una contessa e le sue dame. Don Chisciotte viene convinto a sconfiggerlo in sella ad un cavallo alato. In realtà è solo un cavallo di legno a cui sono stati attaccati dei petardi. I due, prima di salire, sono stati bendati. Don Chisciotte e Sancho Panza cadono dal cavallo di legno ma, il mago è sconfitto. 

Per ricompensa il Duca assegna l’isola di Baratteria a Sancho Panza. Possedere l’isola era il sogno di Sancio ma, questi rifiuta per rimanere accanto a Don Chisciotte.

Epilogo

A questo punto i due si incamminano verso Barcellona. Lungo la strada incontrano, nuovamente Sansone Carrasco. Questa volta l’astuto Sansone si finge Cavaliere della Bianca Luna. Sfida, ancora una volta, Don Chisciotte con le stesse regole della sfida precedente. Lo sconfitto dovrà ubbidire al vincitore. Sansone questa volta avrà la sua rivincita. Riesce, in questo modo a riportare a casa il suo amico.  

Ormai, Don Chisciotte è nella sua casa. Al sicuro. Il nostro eroe si ammala di febbre. Sono trascorsi sei giorni di malattia passati nel letto, Don Chisciotte vuole morire affermando di aver ritrovato la sua sanità mentale. Il nostro eroe prima si confessa e successivamente trova la morte. 

La frase

Orbene, a tutto c’è rimedio meno che alla morte, sotto il giogo della quale tutti si deve passare, per quanto, quando la vita finisce, ci dispiaccia”

L’autore 

Miguel de Cervantes Saavedra nasce ad Alcalà de Henares, nei pressi di Madrid, il 29 settembre 1547. Scrittore, drammaturgo, poeta e militare spagnolo, è universalmente riconosciuto come l’autore de “Don Chisciotte della Mancha”. Nel 1570 Cervantes fugge in Italia per evitare la condanna al taglio della mano destra e a dieci anni d’esilio perché accusato di aver ferito Antonio de Segura. In Italia, si allea alla Lega Santa che sconfiggerà, nella battaglia di Lepanto l’armata turca. Successivamente, mentre da Napoli fa ritorno in Spagna, Cervantes vine catturato dai pirati e fatto prigioniero. Anni dopo, tornato in patria, Miguel subisce un nuovo processo. Scagionato dall’accusa di omicidio, nel 1606, segue la corte di Federico III di Spagna. Trasferitosi a Madrid, da vita ad un’intensa attività letteraria. Muore il 23 aprile 1616.

Articolo a cura di Massimiliano Vienna – Sportpress24.com – (Foto da X ex Twitter e di Massimiliano Vienna)

 

 

 

 

 

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