È lo scrittore ungherese László Krasznahorkai il vincitore del Premio Nobel per la Letteratura 2025. L’Accademia Svedese ha deciso di premiare il settantunenne scrittore ungherese con la seguente motivazione: “Per la sua opera avvincente e visionaria che, nel mezzo del terrore apocalittico, riafferma il potere dell’arte”.
Chi è László Krasznahorkai
László Krasznahorkai nasce a Gyula, nell’Ungheria orientale, il 5 gennaio 1954. Figlio di una famiglia ebrea, suo padre era un avvocato e sua madre un’impiegata di un ente previdenziale, scopre le proprie origini religiose all’età di 11 anni. I suoi genitori glielo avevano nascosto.
Diplomatosi, nel 1972, con specializzazione il latino classico, si iscrove alla facoltà di legge. Nel 1978 studia lingua e letteratura ungherese presso la facoltà di lettere dell’ELTE. Si laurea con una tesi sullo scrittore Sandor Marai ed il suo esilio dopo il 1948.
Il neo Premio Nobel, nel 1987, grazie ad una borsa di studio DAAD, si trasferisce a Berlino Ovest. Con la caduta del “Muro di Berlino”, avvenuta nel novembre del 1989, decide di vivere in isolamento in diverse parti del mondo. Nel soggiorno prolungato a Kyoto, negli anni 90 e 2000, viene influenzato sia nello stile che nei temi delle sue opere. Successivamente, ospite del poeta statunitense Allen Ginsberg, a New York, scrive “Guerra e guerra”. Con quest’opera, con l’aiuto dell’amico poeta, sviluppa una nuova tecnica narrativa: la creazione di uno sfondo neutro. Il tutto focalizzandosi solo sulla storia ed i suoi personaggi.
Carriera letteraria *
Il romanzo d’esordio di Krasznahorkai, Sátántangó (1985), è ambientato in un villaggio ungherese in rovina ed è noto per la sua struttura frammentaria e le frasi lunghissime, che creano un senso di tempo sospeso e claustrofobia. La narrazione esplora il collasso morale e sociale, con personaggi intrappolati in una routine alienante, e la critica lo considera un classico dellaletteratura postmoderna europea. Quattro anni dopo, nel 1989, pubblica Melanconia della resistenza, ambientato in una cittadina in crisi. Il romanzo combina satira sociale, elementi grotteschi e atmosfera apocalittica, esplorando temi come potere, paura e alienazione. L’uso di frasi molto lunghe contribuisce a un ritmo ipnotico, consolidando la fama internazionale dell’autore. L’opera riceve il Premio SWR Best List nel 1993.
Negli anni successivi Krasznahorkai continua a sviluppare la sua visione letteraria: Seiobo There Below (2008), raccolta di racconti tradotta in inglese e vincitrice del Best Translated Book Award nel 2013 e 2014, esplora arte, spiritualità e decadenza umana attraverso una struttura frammentaria.War and War (1999) è il primo, tra i suoi romanzi, a essere tradotto in numerose lingue; presenta una narrazione ossessiva e avvolgente che segue il protagonista nella sua ricerca di pubblicare un manoscritto in un mondo caotico e ostile, un percorso spesso letto come metafora della tensione tra arte e distruzione. Nello stesso anno pubblica Destruction and Sorrow Beneath the Heavens, ispirato ai suoi viaggi in Mongolia e Cina, in cui la prosa lunga e circolare restituisce una sensazione di epicità e catastrofe inevitabile.
Riconoscimenti internazionali **
Il riconoscimento internazionale arriva nel 2015, quando Krasznahorkai riceve il Man Booker International Prize, diventando il primo autore ungherese a ottenere tale premio; vi sarà nuovamente candidato nel 2018. Nel 2020 è stato insignito del Premio Bortrund di Minsk per «l’impegno nella sua engaging storytelling». Nel 2021 riceve il Premio si Stato austriaco per la letteratura europea.
Il 9 ottobre 2025 viene insignito del Premio Nobel per la Letteratura 2025 con la seguente motivazione: “Per la sua opera avvincente e visionaria che, nel mezzo del terrore apocalittico, riafferma il potere dell’arte.”
È il secondo autore ungherese a ricevere questo premio dopo Imre Kertész premiato nel 2002. Parallelamente alla carriera letteraria, Krasznahorkai collabora con il regista Béla Tarr come sceneggiatore di cinque film, tra cui gli adattamenti di Sátántangó, Le armonie di Werckmeister (2000) e Il cavallo di Torino (2011)
*/** (Fonte Wikipedia)
Le opere principali
Romanzi e racconti
- Satantango (1985) – Ed. Bompiani
- Melancolia della resistenza (1989) – Ed. Bompiani
- Guerra e guerra (1999) – Ed. Bompiani
- Il ritorno del barone Wenckheim (2016) – Ed. Bompiani
- Herscht 07769 (2022) – Ed. Bompiani
- Avanti va il mondo (2024) – Ed. Bompiani
Sceneggiature
- Perdizione (Kárhozat), regia di Béla Tarr (1988)
- Satantando (Sátántangó), regia di Béla Tarr (1994)
- Le armonie di Werckmeister (Werckmeister harmóniák), regia di Béla Tarr (2000)
- L’uomo di Londra (A Londoni férfi), regia di Béla Tarr (2007)
- Il cavallo di Torino (A torinói ló), regia di Béla Tarr (2011)
Articolo a cura di Massimiliano Vienna – Sportpress24.com – (Foto da X ex Twitter)