Attanagliato da motivi di salute, che lo hanno colpito circa una settimana fa, Dan Peterson è intervenuto a Pordenonelegge solo ed esclusivamente via audio.
Nonostante si sapesse dalla giornata di ieri, gli spettatori erano stati avvertiti per mail, il Palapaff di Parco Galvani era pieno in ogni ordine di posto. Dan Peterson ha ripercorso, assieme ai presentatori della serata, il suo percorso all’Olimpia Milano. Il libro“La mia Olimpia in 101 storie + 1” racconta storie ed aneddoti vissuti sulla panchina meneghina. Molto divertente è stato l’aneddoto in cui Peterson ha raccontato ciò che accadde con Danilo Gallinari: I cestisti milanesi convinsero Dan Peterson a versare 10.000 lire per giocare una schedina del Totocalcio con tutta la squadra. Peterson era riluttante al versamento della quota, però, si fece convincere.La schedinarisultò vincente, il problema fu che Gallinari si dimenticò di giocarla.Fu preso in giro per tutta la stagione ed anche oltre.
Peterson ha ricordato una delle sue più grandi soddisfazioni con la squadra biancorossa di Milano: lavittoria della Coppa de Campioni: La sconfitta, all’andata da Salonicco con 31 punti di scarto, fu ribaltata al ritorno con un+34 a favore dei lombardi. Il coach americano ha ricordato anche cosa fece con i suoi cestisti per dar loro la forza di rimontare. Restò in silenzio guardandoli uno ad uno e poi li spedì sul campo.
Peterson ed Armani
Dan Peterson, ad inizio collegamento, ha voluto omaggiare Giorgio Armanicon un ricordo, sia come stilista che come Presidente dell’Olimpia Milano. “Quando mi presentai a Giorgio Armani fui immediatamente spedito in via Manzoni.Armani mi disse che ero vestito come un disadattato.Aveva urgenza di darmi una sistemata dal punto di vista stilistico. Vestito di tutto punto mi ripresentati da Armani, che mi rimando nuovamente in via Manzoni. Non ero perfetto come lui desiderava. Telefonò all’atelier e gli disse come dovevano appartarmi le modifiche al vestito.”
La comunicazione di Dan Peterson
Di storie Peterson potrebbe scriverne un’infinità, tra queste anche i rapporti coi grandi americani sotto la sua guida sul tipo a gioco da svolgere. Il suo rapporto con la comunicazione per le sue telecronache, al di là degli spot per la Lipton (Storica la sua frase: “Per me numero 1”) o del tecnicismo puro, tipo: questo giocatore deve fare questo e l’altro deve muoversi in maniera diversa.
Dan Peterson è orgoglioso di tutto quello che ha fatto come coach di basket. È altrettanto orgoglioso, anche, di alcune sue frasi ormai divenute leggendarie come“Mamma butta la pasta!”
Al termine dell’incontro, Dan Peterson si è ripromesso di tornare a Pordenone per la Festa del Libro e della libertà di Pordenonelegge.
Articolo a cura di Massimiliano Vienna – Sportpress24.com – (Foto da X ex Twitter)