Real Madrid-Marsiglia, la notte di Champions che riporta al nome di Claude Makélélé

Real Madrid-Marsiglia è un tuffo nel passato nel nome di Claude Makélélé: deludente con l’Olympique, geniale con i Blancos

La Champions League torna ad accendere il Santiago Bernabéu: questa sera il Real Madrid inaugura la sua avventura europea ospitando il Marsiglia di Roberto De Zerbi, in un duello che promette scintille. Una sfida che profuma di storia, perché tra queste due maglie si intreccia la carriera di un centrocampista simbolo del calcio moderno, capace di lasciare il segno – in modi diversi – con entrambe le squadre: Claude Makélélé.

Makélélé e il Marsiglia: l’occasione mancata

Prima di diventare il punto di riferimento del centrocampo mondiale, Makélélé scelse il Marsiglia per rilanciarsi in vista del Mondiale casalingo di Francia ’98.
L’avventura all’OM, però, si rivelò al di sotto delle aspettative. La pressione era enorme, i risultati non arrivarono e, nonostante la presenza di campioni come Laurent Blanc, Fabrizio Ravanelli e William Gallas, la squadra si fermò al quarto posto in campionato.
Per Makélélé fu una stagione di frustrazione, coronata dall’esclusione dalla lista dei convocati per la Coppa del Mondo. Solo il trasferimento al Celta Vigo gli restituì fiducia e brillantezza, fino a conquistarsi la chiamata che avrebbe cambiato la sua carriera: quella del Real Madrid.

Makélélé e il Real Madrid: l’anima dei Galácticos

Nel 2000 arrivò alla Casa Blanca, nello stesso mercato che portò a Madrid un certo Luis Figo. Ma se il portoghese era la stella acclamata, Makélélé si rivelò la colonna portante silenziosa dei Galácticos.
Con il suo lavoro oscuro, cuciva i reparti, dava equilibrio e recuperava palloni: il motore invisibile che permetteva ai vari Zidane, Raúl e Ronaldo di brillare.
In tre stagioni conquistò una Champions League (2002), due campionati spagnoli e diversi trofei internazionali. Ma le incomprensioni con Florentino Pérez, che non ne riconobbe mai pienamente il valore, portarono alla clamorosa cessione al Chelsea.

Celebre il commento di Zidane: «È come aggiungere vernice a una Bentley togliendole però il motore».

Il ruolo “alla Makélélé”

Se a Madrid fu sottovalutato e sacrificato sull’altare del marketing – preferito a lui il glamour di David Beckham – in Inghilterra arrivò il riscatto.
Al Chelsea, in cinque stagioni, divenne leggenda: vinse due Premier League, due Coppe di Lega, una FA Cup e un Community Shield, guidando il centrocampo con dedizione, intelligenza e senso tattico.
La sua carriera ha segnato un confine: prima e dopo di lui, il calcio ha iniziato a guardare con occhi diversi la figura del centrocampista difensivo. Non un fantasista né un goleador, ma un giocatore capace di tenere in piedi l’intera squadra. È per questo che ancora oggi si parla di “ruolo alla Makélélé”: sinonimo di equilibrio, sacrificio e modernità calcistica.
Questa sera il Real Madrid e il Marsiglia si ritrovano in Champions: due club che hanno condiviso, anche se con esiti diversi, uno dei giocatori più influenti della storia recente del calcio europeo.

Articolo a cura di Rebecca Olivieri  – SportPress24.com

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