Giorgio Armani e il futuro della sua maison: i dettagli del testamento del “Re della Moda”

Dopo anni di silenzio e riservatezza sulla futura gestione del suo impero, Giorgio Armani ha finalmente svelato – attraverso disposizioni testamentarie rese note nelle scorse ore – il destino della sua celebre maison una volta che non sarà più alla guida.

Il cuore della notizia sta in una decisione chiave: la Fondazione Giorgio Armani avrà la piena proprietà dell’azienda, ma sarà chiamata a compiere un importante passo strategico entro 18 mesi.

Il piano prevede che entro un anno e mezzo la Fondazione dovrà vendere il 15% dell’azienda a investitori stranieri.

Un’apertura che rappresenta un cambio di rotta storico per un marchio che ha sempre difeso l’indipendenza e l’identità italiana della casa di moda, con lo stesso stilista più volte dichiaratosi contrario a fusioni o acquisizioni da parte dei grandi gruppi del lusso.

Una cessione controllata (fino al 54,9%) o la Borsa

Le direttive testamentarie di Armani non si fermano al 15%: è prevista anche la possibilità di cedere fino al 54,9% del gruppo o, in alternativa, valutare una quotazione in Borsa.

Due opzioni che garantirebbero una continuità economica e una crescita strutturata dell’azienda, senza snaturarne l’essenza.

Queste mosse avverrebbero però sotto l’egida della Fondazione, che manterrebbe comunque il controllo dell’azienda – almeno in una fase iniziale – secondo la volontà di preservare lo spirito, la qualità e i valori della maison.

Una svolta storica per il made in Italy

La notizia arriva in un momento delicato per il settore del lusso italiano, sempre più al centro dell’interesse di grandi conglomerati internazionali come LVMH o Kering.

L’apertura decisa da Armani potrebbe rappresentare un nuovo modello di transizione generazionale: controllata, graduale, ma anche consapevole della necessità di aprirsi ai mercati globali.

Giorgio Armani lascia così un’eredità organizzata, riflettendo una visione che non guarda solo alla tutela del suo nome, ma anche alla stabilità e al futuro di migliaia di lavoratori e dell’immagine del lusso italiano nel mondo.

Una vera rivoluzione silenziosa per uno degli ultimi grandi maestri della moda indipendente.

Il dettaglio del testamento

A Dell’Orco il 40% dei diritti di voto di Armani Spa

Il compagno e braccio destro di Giorgio Armani, Pantaleo Dell’Orco, avrà il 40% dei diritti di voto nell’azienda della moda fondata dallo stilista.

Il 30% dei diritti spetteranno alla Fondazione, il 15% ciascuno ai nipoti Silvana Armani e Andrea Camerana. A Roberta Armani e a Rosanna Armani sono state assegnate azioni senza diritto di voto.

Il 40% della partecipazione in Essilux a Dell’Orco

 Nel testamento Giorgio Armani destina il 40% della partecipazione in EssilorLuxottica a Leo Dell’Orco e il restante 60% ai familiari, al netto di 100mila azioni che vanno a Michele Morselli e 7.500 azioni ciascuno a Giuseppe Marsocci, Laura Tadini e Luca Pastorelli.

A Dell’Orco il ritratto firmato da Andy Warhol

 Giorgio Armani dispone che il suo ritratto di Andy Warhol vada a Dell’Orco. Suddivise quindi anche le opere d’arte dello stilista: il Matisse e la “Mano” di Man Ray vanno alla sorella Rosanna.

Barca a sorella e 2 nipoti, Dell’Orco può noleggiarla 1 mese l’anno

Giorgio Armani nel testamento dispone in merito alla barca, che andrà alla sorella e ai 2 nipoti, che potrà essere noleggiata da Dell’Orco per 4 settimane all’anno.

“Pongo a carico di Rosanna e Silvana Armani e di Andrea Camerana l’onere che Dell’Orco possa noleggiare l’imbarcazione per un periodo di quattro settimane l’anno, anche non consecutive con diritto di scelta del periodo, preferenza da esprimere entro il mese di aprile”.

Le ville di Armani alla sorella e ai nipoti

Giorgio Armani lascia la piena proprietà, pari a una quota del 75%, della società L’Immobiliare Srl alla sorella Rosanna e ai nipoti Andrea Camerana e Silvana Armani, ai quali destina anche la restante quota pari al 25% in nuda proprietà.

L’usufrutto andrà invece a favore di Dell’Orco. Alla società fanno capo gli immobili di Saint Toropez, Antigua, Broni e Pantelleria.

Lasciti anche al manager Morselli e alla figlia Bianca

Giorgio Armani nel testamento pensa anche al manager della sua società, Michele Morselli, e a sua figlia Bianca, che lo stesso stilista in una intervista tempo fa aveva confessato di considerare“quasi come mia figlia”.

Lo stilista destina a Morselli due tranche Btp per un valore nominare di 2.070.000 e 30.000.000, più il conferimento di una polizza a un fondo il cui controvalore andrà a Bianca tra i 25 e i 30 anni di età.

Armani nel testamento: “Stile sia essenziale”

Nel suo testamento Giorgio Armani mette nero su bianco i principi fondanti che dovranno guidare la Fondazione nella gestione del Gruppo.

Tra questi“la gestione delle attività in modo etico, con integrità morale e di correttezza”; “la ricerca di uno stile essenziale, moderno, elegante e non ostentato”; “l’attenzione all’innovazione, eccellenza, qualità e ricercatezza di prodotto”.

Armani Spa: “Rispetteremo le ultime volontà”

“Sin d’ora ci sentiamo, anche a nome dei dipendenti e dei collaboratori, di impegnarci a sostegno di questo percorso nel rispetto delle sue volontà, con la condivisione di garantire il miglior futuro possibile all’azienda e al marchio nel rispetto dei principi stabiliti”.

Lo scrive in una nota il comitato esecutivo della Giorgio Armani Spa, costituito da membri rappresentativi della famiglia e del top management per garantire la transizione dalla scomparsa del fondatore, alla luce dei“documenti del testamento del signor Armani appena resi pubblici dalla procedura notarile”.

Articolo a cura di Deborah Formati – Sportpress24.com

Translate »