Jannik Sinner ingiocabile per chiunque: batte Lorenzo Musetti in 3 set e raggiunge Aliassime
Chi sperava, (o era convinto), che la modella bosniaco danese Laila Hasanovic volasse agli US Open per vedereJannik Sinnerin campo è rimasto deluso, come per il compleanno dell’altoatesino a Cincinnati. Forse Laila lo ha seguito dalla tv di casa sua, forse ha dormito, non lo sappiamo ed onestamente non capiamo perchè venga accostata e data con certezza come fidanzata di Sinner. Baci e gelati al centro di Monaco? E nessuno scatta una foto, nessuno li riconosce, nessuno ha uno straccio di prova.
Ci perdoneranno i colleghi e le loro illustre fonti, signora gelataia compresa, ma le stesse identiche notizie, (baci e gelati) a Monaco ci sono già state raccontate su Lara Leito, racconti di baci davanti a Cahill, davanti ai tifosi, pranzi e passeggiate romantiche… fino alla secca smentita di Jannik Sinner che ha preso le distanze da ogni tipo di flirt con una qualsiasi ragazza.
Di concreto? Una foto…
Ad oggi, su Laila abbiamo molti racconti romantici ma i fatti? I due non si seguono sui social, non si sono mai scambiati un like, viaggio in Sardegna insieme? Smentito. Gelato nel regno monegasco? La signora della gelateria ci perdonerà se troviamo assurdo che l’atleta più chiacchierato del momento resti per molto tempo seduto fuori insieme alla fidanzata e nessuno li riconosca e si fermi anche solo per chiedere un selfie. Laila l’abbiamo vista a Monte-Carlo si, ma nel box di Holger Rune. Parigi? In tribuna come altri VIP, Wimbledon? Partita per la Danimarca prima della finale, (quale amorevole fidanzata se ne andrebbe prima, appena finiti gli scatti del suo lavoro non aspettando la finalissima del suo amato contro Alcaraz?).
Una foto sola dove entrambi si vedono di spalle e Jannik dice di esserci stato per uno “shooting”, poi lo zero assoluto fino ad una foto di uno screensaver dove la figura potrebbe sembrare Laila, (con un po’ di fantasia), e tanto rumore per nulla. “Sono innamorato“, ha detto Jannik, non “sono fidanzato“.
Ed ogni volta che l’autrice si ripromette di non parlare di gossip perchè onestamente della vita privata di Sinner non ce ne importa niente, puntualmente dobbiamo essere costretti a ricordare che se questo è giornalismo serio, possiamo dire tutto.
Le prove, i fatti, il concreto, non esistono. Parlare al condizionale non è dare una notizia. Speravamo che dopo tutte le smentite di varie lune di miele con Anna Kalinskaya, Lara Leito e Maria Braccini, i ritorni di fiamma mai avvenuti, viaggi a Miami lampo senza una prova, dopo la smentita secca di Sinner a Roma, qualcosina avreste imparato ed invece no.
Sinner single non fa cliccare abbastanza, lo abbiamo capito, ma noi vogliamo parlare di ciò che tutti hanno potuto vedere.
Strapotere Sinner: vince il derby con Musetti in tre set ed è in semifinale a New York
Musetti dura tre set
Ma come sempre accade durante le tempeste, arriva pure un momento di calma, che coincide con il secondo game del secondo set, quando dal nulla, anche grazie a un paio di gratuiti, Lorenzo si procura la prima palla break dell’incontro, peraltro prontamente annullata dall’altro con una prima vincente.
La piccola opportunità, seppur non sfruttata, mette però finalmente in partita il Muso, tornato più preciso con la prima (vicina al 90%) e sicuramente più aggressivo nei colpi a rimbalzo, anche se il ritmo elevatissimo ogni tanto gli costa qualche gratuito evitabile. Anche Sinner adesso è più falloso, e l’equilibrio si mantiene fino al 4-4, quando un evitabile errore di dritto sul 15-15 costa caro a Lorenzo, che è in battuta e avverte la tensione del momento: arriva la palla break e il numero 10 del mondo omaggia la Sinner di un sanguinoso doppio fallo che gli vale il game e d’acchito anche il secondo set, facilmente sigillato nel successivo turno di battuta.
Sotto di due parziali, martellato da un avversario che non concede nulla sul suo servizio (per la prima volta nel torneo, la percentuale di prime del n.1 supera il 60%), Muso cede anche il primo game del terzo con un break che assomiglia alla pietra tombale sulla partita, tanto che il pubblico comincia a sfollare.
Ma all’improvviso, quasi come si fosse accomodato sull’ampio vantaggio, Sinner smarrisce la prima, torna sotto il 50% e Musetti può fare la voce grossa in risposta, procurandosi le occasioni che non si era creato fin lì: quattro palle dell’immediato contro break, tutte vanificate da Sinner, e altre due nel sesto game, stavolta con qualche rimpianto per il carrarese, che sbaglia una risposta non impossibile di rovescio e poi un altro rovescio da fondo. Sfiduciato, Musetti cederà il servizio nel game successivo (peraltro Sinner si procura la palla break con un dritto in corsa da antologia) per la resa definitiva.
Articolo a cura di Michela Catena – Sportpress24.com