Caos Olimpico: Giornalisti bloccati e tifosi allo sbando, la gestione “discutibile” della Municipale di Roma

Ogni partita allo Stadio Olimpico, sia che giochi la Roma o la Lazio, si trasforma in una sfida non solo sportiva ma anche logistica.

La gestione della viabilità da parte della polizia municipale sta diventando un problema ricorrente che danneggia giornalisti, operatori, lavoratori e persino i tifosi.

Molti giornalisti accreditati lamentano l’impossibilità di raggiungere l’area riservata, nonostante il possesso di regolare pass parcheggio.

In occasione della prima partita della Roma giocata Sabato 23 Agosto 2025 contro il Bologna, diversi giornalisti e addetti ai lavori all’interno dello Stadio Olimpico, hanno avuto serie difficoltà a raggiungere l’impianto sportivo.

Chiusure delle strade, cambi sensi di marcia e altro, hanno creato più disagio che agevolazione per la sicurezza.

Polizia di Roma Capitale: “Parlate con la Questura”

Quello che però fa discutere è l’atteggiamento delle Forze dell’Ordine, soprattutto della Polizia Municipale di Roma Capitale che non solo non si limita a capire le richieste dei cittadini, ma con un modo di fare arrogante e minaccioso, aggrava di più un momento particolare e di nervosismo.

“Dovete parlare con la Questura, non con noi”, questa è una frase che si sente in continuazione.

In pratica la Polizia Municipale di Roma Capitale non prende nessuna decisione per evitare problemi, non si immerge nei bisogni dei cittadini e dei professionisti, ma si limita solo a seguire gli ordini dall’altro.

E allora come mai quando si organizzano eventi coi importanti e ci si mette seduti non si valutano anche eventuali decisioni da prendere dell’ultimo minuto?

Eventuali eccezioni che agevolerebbero il flusso all’impianto sportivo, possono essere prese in considerazione?

Se in una partita come Roma-Bologna si crea questo caos, cosa succederà quando ci saranno partite più attenzionate come il Derby?

I percorsi consentiti sembrano cambiare di partita in partita, con blocchi improvvisi, deviazioni non segnalate e atteggiamenti autoritari da parte degli agenti in servizio, che spesso si limitano a imporre divieti senza fornire alternative chiare.

“Ci fanno girare in tondo per chilometri, anche con il pass visibile sul cruscotto” – racconta un cronista sportivo – “mentre alcuni tifosi accedono più facilmente di chi lavora”.

Alla fine, chi decide cosa?

La Questura, dal canto suo, sembra incapace di predisporre un piano coerente che concili la sicurezza con le esigenze professionali e operative.

Il risultato è una viabilità congestionata, tensioni inutili e un’immagine poco professionale per la capitale italiana, specialmente in occasione di eventi seguiti anche dall’estero.

In una città che ospita due squadre di Serie A, un’organizzazione chiara e rispettosa dei ruoli non dovrebbe essere un’impresa impossibile.

E invece, ogni partita all’Olimpico si trasforma in una corsa a ostacoli, dove l’arroganza e la disorganizzazione prendono il sopravvento.

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