In Italia il giorno deve ancora vedere la luce quando Sara Errani e Andrea Vavassori, a New York, vincono il doppio misto degli Us Open. Battono la coppia formata da Iga Swiatek e Casper Ruud al termine di una finale combattuta (6-3, 5-7, 10-6) e portano a casa il terzo Slam in un solo anno insieme. Sono i più forti del mondo e su questo c’è poco da dire. Qualcosa, invece, va detto sul fatto che la frase che dicono al termine del trionfo americano ha già fatto il giro del mondo e dei social. Perché mentre si discute – tanto e spesso giustamente – su quanto lo sport, in particolare il tennis, sia diventato show, a discapito dello spettacolo e anche della salute degli atleti, Errani e Vavassori ci tengono a dare dignità (sacrosanta) alla loro disciplina e alle loro vittorie.
Errani e Vavassori, cosa hanno detto dopo la vittoria a New York
“Abbiamo dimostrato che il doppio è un ottimo prodotto. In futuro, avremo bisogno di più marketing, più visibilità, ma credo che questo prodotto possa funzionare in futuro. L’aspetto tecnico nel doppio è molto importante – ha spiegato Vavassori -. Ci sono molti giocatori molto forti qui, ma spesso giochiamo insieme, parliamo anche fuori dal campo, e questo è importante. Giochiamo anche per tutti i doppisti che non possono competere qui nel torneo di doppio misto. Cerchiamo di fare del nostro meglio“. Una frase, questa, che è piaciuta a tutti i giocatori di doppio nel mondo visto che, già in passato, Errani e Vavassori si erano esposti su questo tema.
Doppio misto Us Open, quanto hanno incassato Errani e Vavassori
Proprio per questo, visto l’alto profilo dei partecipanti, il montepremi è salito da 200mila dollari a un milioni. Sara e Andrea, quindi, portano a casa 500mila dollari a testa, segno di come, almeno dal punto di vista commerciale, la decisione di ripensare il doppio misto sia stata, quantomeno in questo senso, vincente. “La competizione – fanno sapere i media americani – ha ricevuto maggiore copertura mediatica e l’Arthur Ashe Stadium ha registrato il tutto esaurito mercoledì“.
Articolo a cura di Michela Catena – Sportpress24.com