L’ultimo torneo disputato da Matteo è stato lo Slam di Londra, dove perse al primo turno, confessando poi le difficoltà ed esprimendo dubbi sul suo futuro
La finale di Wimbledon di quattro anni fa è ormai un ricordo sbiadito. Sembra passato un secolo. Matteo Berrettini è sempre più in crisi, sempre più lontano dal tennis, ora che è ufficiale anche la rinuncia agli Us Open, al via il 24 agosto a Flushing Meadows. Il romano si è cancellato dall’entry list dell’ultimo Slam stagionale, al suo posto in tabellone è entrato lo statunitense Brandon Holt.
È ormai dall’ultimo Wimbledon che Berrettini non disputa un torneo. A Londra venne peraltro eliminato al primo turno dal polacco Kamil Majchrzak. Prima di allora, era sceso in campo agli Internazionali di Roma. Dopo la sconfitta ai Championship Matteo era stato preso dallo sconforto:
“Dopo Roma ho passato settimane difficili, ho avuto tanti momenti di down in cui dovevo decidere se provarci o non provarci. Fondamentalmente sono stanco, stanco di rincorrere sempre qualcosa. Per questo ho bisogno di prendermi giorni per pensare, per decidere cosa fare del futuro perché stare in campo così non è quello che voglio“. Purtroppo Matteo non pare ancora vedere la luce in fondo al tunnel.
Gli infortuni e i dubbi sul futuro
I persistenti problemi fisici accusati tra Madrid e Roma (tornei in cui era stato costretto al ritiro) non lo abbandonano e Berrettini si così è cancellato dall’entry list del torneo di New York e al suo posto in tabellone è entrato lo statunitense Brandon Holt.
Continua dunque il calvario del romano che dopo aver saltato il Roland Garros aveva puntato tutto sulla stagione in erba ma era rientrato direttamente a Wimbledon dove è uscito al primo turno contro il polacco Kamil Majchrzak. Da allora nessun sorriso se non quello postato in compagnia del suo ‘collega’ di Davis, Jannik Sinner, del 31 luglio scorso che faceva ben sperare in un suo pronto rientro.
“Passo dopo passo con il migliore‘”, scrisse. Ed invece, l’attesa si allunga ulteriormente. I problemi ai muscoli addominali lo tormentano da tempo e proprio dopo l’uscita di scena a Wimbledon dello scorso luglio, Berrettini si era lasciato andare a dichiarazioni poco rassicuranti:
“Pensavo che tornare a Londra mi avrebbe fatto bene ma non è successo e ora devo prendermi dei giorni di stacco e riflettere sui prossimi passi”. Ma più di altre riecheggiano le parole pronunciate dopo il ritiro a Roma: “Non so cosa ci sia di sbagliato nei miei addominali obliqui. Le sensazioni le conosco bene. Non volevo finire così, spero di non avere fatto danni troppo gravi”.
Dopo la parentesi al Foro Italico confessò di aver passato settimane difficili (“fondamentalmente sono stanco, stanco di rincorrere sempre qualcosa”) e l’essere intrappolato in una crisi di risultati e motivazioni che sembra non avere fine, lo sta probabilmente logorando.
Sempre più in basso nel ranking Atp
Nell’ultimo aggiornamento della classifica Atp l’azzurro era 59° a quota 975, ma non avendo punti da difendere tra Toronto e Cincinnati, risulta al momento 52°, avendo guadagnato ben 7 posizioni. Lo scorso anno Berrettini agli Us Open uscì al secondo turno e dunque tra tre settimane lo score calerà a 925 punti. Un’altra discesa che renderà ancora più impervia la tanto sospirata risalita.
Articolo a cura di Michela Catena – Sportpress24.com