Ferragosto 1975 “Amici Miei”, nasce il capolavoro del cinema italiano targato Mario Monicelli.
Nei cinema italiani ecco arrivare una saga che è destinata a diventare leggenda dei lungo metraggi del bel paese.
Cinque amici di mezza età, mascalzoni e malinconici, sfidano la vita con scherzi infantili e sadici. Il film, diretto da Mario Monicelli, incassò oltre 7 miliardi di lire, battendo perfino “Lo squalo” di Spielberg.
La trilogia Amici miei, diretta per i primi due capitoli da Mario Monicelli e per il terzo da Nanni Loy, è senza ombra di dubbio alcuno una delle serie di film più belle del cinema italiano (ok, il terzo capitolo un filo meno).
Immense le interpretazioni dei protagonisti, tante le scene indimenticabili (come la supercazzola al vigile).
Assieme alla supercazzola è forse una delle scene più celebri del film. Una delle scene più famose, nonché forse la più simbolica.
La scena del treno
Arrivati appositamente in stazione per lo scherzo, i cinque amici prendono a schiaffeggiare i passeggeri affacciati ai finestrini dei treni in partenza (i quali non hanno modo di scendere e replicare, com’è facile immaginare), passando da un binario all’altro a seconda di dove esista un treno prossimo a partire.
La stazione degli schiaffi è coerentemente quella di Santa Maria Novella a Firenze (ce lo conferma Iena visto che lo zio di un suo amico ha fatto la comparsa in quella scena), e una testimonianza ci viene anche dal sottopassaggio che conduce al binario 14 (quello di fronte alla farmacia), del tutto simile a com’era al tempo.
La distruzione del paese
Qui i nostri, in gran velocità, scendono dall’auto, piazzano i loro strumenti tecnici e cominciano ad allarmare la popolazione parlando di autostrade e tangenziali da far passare internamente al paese, segnando enormi X col gesso sulle porte degli edifici da abbattere senza pietà.
Gli abitanti seguono le operazioni atterriti, fanno domande, ma le risposte sono sempre più tragiche, per loro. Concluso lo show, tutti in macchina e addio.
Il parroco, per avvisare i paesani e chiamarli a raccolta, suonerà le campane.
Mascetti lascia la Titti
La Titti, dopo aver ascoltato con insofferenza e disinteresse il discorso del Mascetti, risponde al suo “Addio Titti” con un esplicito “Addio merdaiolo, ci si vede domani al solito posto. A mezzogiorno” .
Impagabile la sua risposta: “No, alla mezza, a mezzogiorno ho un pignoramento”…
Ma tante le scene iconiche che hanno fatto la storia di “Amici Miei”. Lo scherzo a Righi, le telefonate all’ospedale, il dialogo Melandri-Sassaroli, solo alcune delle immagine che hanno fatto ridere generazioni intere.
1975-2025, 50 anni di storia, 50 anni di risate, 50 anni di cinema nostrano. Grazie Monicelli, grazie “Amici Miei”.
Gli interpreti di “Amici Miei”
- Ugo Tognazzi: Raffaello Mascetti
- Gastone Moschin: Rambaldo Melandri
- Philippe Noiret: Giorgio Perozzi
- Duilio Del Prete: Guido Necchi
- Olga Karlatos: Donatella Sassaroli
- Silvia Dionisio: Titti Ambrosio
- Milena Vukotic: Alice Mascetti
- Bernard Blier: Nicolò Righi
- Adolfo Celi: Alfeo Sassaroli
- Franca Tamantini: Carmen Necchi
- Angela Goodwin: Laura Perozzi
- Marisa Traversi: Bruna, amante del Perozzi
- Maurizio Scattorin: Luciano Perozzi
- Mario Scarpetta: Vigile bischero
- Mauro Vestri: medico che visita Melandri
Pubblicato il 0.08.2025 – Articolo a cura della Redazione di SportPress24.com