Nell’estate 2025, la tendenza è chiara: i prezzi sempre più alti di ombrelloni e lettini stanno spingendo un numero crescente di turisti italiani e stranieri a scegliere le spiagge libere.
Località storicamente amate per i servizi e le comodità, come Rimini, Viareggio, Jesolo e San Benedetto del Tronto, vedono crescere l’affluenza sulle porzioni gratuite di litorale, spesso in netto contrasto con gli stabilimenti privati, in parte meno frequentati.
Secondo i dati di Federconsumatori, in tre anni i costi per un ombrellone e due lettini sono aumentati in media dell’8%.
In molte località, una giornata in stabilimento può costare tra i 25 e i 35 euro, mentre in alta stagione si arriva anche a 50 euro per le prime file.
In parallelo, i prezzi delle case vacanza, del cibo e dei parcheggi hanno subito rincari che pesano sull’intero budget familiare.
In alta stagione, un ombrellone con due lettini può costare mediamente tra i 32 e i 35 euro al giorno, ma in località più esclusive o in prima fila si possono superare i 90 euro o anche 1500 euro al giorno.
Ecco alcuni dettagli sui prezzi:
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Prezzi medi:
In Italia, il costo medio di un ombrellone e due lettini in alta stagione si aggira tra i 32 e i 35 euro al giorno.
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Variazioni:
I prezzi possono aumentare significativamente in base alla posizione dello stabilimento (prima fila più cara), alla località (località esclusive più costose) e al periodo (alta stagione più cara).
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Esempi:
- A Sabaudia, si possono superare i 45 euro
- A Gallipoli, in alta stagione, si possono superare i 90 euro.
- In alcune località esclusive della Sardegna, si possono superare i 120 euro al giorno.
- Il Twiga Beach Club in Versilia, ad esempio, può arrivare a chiedere 1500 euro al giorno per la sua “tenda imperiale”.
- A Sabaudia, si possono superare i 45 euro
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Servizi accessori:I costi di servizi aggiuntivi come gelati, aperitivi, noleggio di pedalò e canoe possono aumentare ulteriormente
Di fronte a questa situazione, tanti optano per la spiaggia libera: niente sdraio, ma un telo da mare e una borsa frigo bastano per godersi il sole senza spendere troppo.
Alcuni Comuni stanno cercando di potenziare le aree pubbliche con servizi minimi, come docce, bagni chimici e punti d’ombra, ma la richiesta supera spesso la disponibilità.
Il fenomeno evidenzia anche un tema più ampio: il rischio che il mare diventi sempre più un lusso per pochi.
Se la tendenza non si invertirà, gli operatori balneari potrebbero trovarsi a dover rivedere strategie e prezzi per non perdere clientela. Intanto, i turisti rispondono con i piedi… e i teli sulla sabbia libera.
Articolo a cura di Stefano Ghezzi – SportPress24.com