Il VAR spiegato in diretta dagli arbitri ai microfoni dello Stadio, non è più un’utopia.
Dopo il debutto al Mondiale per club, il VAR spiegato in diretta allo stadio arriva anche in Italia a partire dalla prima giornata del prossimo campionato.
Per questo, nel ritiro dei direttori di gara di Serie A e B a Cascia, il campo da gioco viene sonorizzato da grandi casse, quelle da concerto per intenderci, per consentire agli arbitri di esercitarsi a parlare in pubblico ascoltando la propria voce e studiare modalità e tempi della nuova procedura.
Sarà Massimiliano Irrati, che lavora per la FIFA, a supervisionare e guidare i test con i suoi ex colleghi, in modo da rendere la comunicazione VAR-arbitro-pubblico più chiara e comprensibile a tutti.
Il designatore Gianluca Rocchi ha illustrato questa e le altre novità della stagione
“La grande novità della prossima stagione sarà l’announcement in campo. L’arbitro potrà spiegare direttamente allo stadio e in tv la decisione assunta dopo un intervento Var”
“È un passo avanti importante nella comunicazione, che già da anni curiamo con trasparenza.
Ora, però, le spiegazioni saranno in tempo reale, davanti a tutti”.
Dopo la sperimentazione nelle ultime gare di Coppa Italia della scorsa stagione, gli arbitri saranno quindi chiamati a spiegare, pubblicamente, le decisioni prese dopo l’intervento del Var.
Un passo importante, come spiegato anche dal designatore Rocchi, nel segno della trasparenza e della comunicazione, un passaggio che, oggi, sembrava quasi obbligato ma non era affatto scontato.
Una scelta coraggiosa, che porta il calcio verso un’altra dimensione
“Ci prepareremo a fondo soprattutto dal punto di vista comunicativo. Abbiamo un gruppo selezionato e vogliamo uniformare linguaggio e contenuti per essere chiari con il pubblico”.
“Non esiste un tempo massimo per gli announcement in campo perché ogni arbitro ha il suo stile, il suo linguaggio e i suoi tempi di reazione”.
“Dobbiamo ancora lavorare per uniformare il contenuto delle spiegazioni, ma non metteremo limiti rigidi: conterà soprattutto la qualità della comunicazione”.
“Noi siamo aperti al dialogo, ma non agli attacchi. Se dovessimo assistere a episodi aggressivi, saremo pronti a prendere anche molti provvedimenti disciplinari, soprattutto a inizio stagione, per dare un segnale forte”.
“Abbiamo recuperato un’ottima cooperazione con i capitani e ci aspettiamo collaborazione anche da club e calciatori. Il confronto va bene, ma deve essere rispettoso”.
“Nelle scorse stagioni alcuni messaggi non sono stati recepiti fino in fondo. Per questo, stavolta, saremo anche più severi”.
Il dialogo
“Se c’è un errore che abbiamo commesso l’anno scorso è stato quello di comunicare troppo poco. A volte abbiamo cercato di proteggere il gruppo anziché mostrare cosa realmente accadeva. E invece quando siamo trasparenti, la gente ci segue e ci capisce”.
“Quest’anno saremo più aperti, più chiari”.
“Anche il format televisivo Open Var ha dimostrato che la spiegazione delle decisioni aiuta a far comprendere il nostro lavoro. È un punto su cui vogliamo migliorare ancora”.
Articolo a cura di Stefano Ghezzi – SportPress24.com