Non arrivano medaglie oggi a Singapore per l’Italia ma rimane la certezza che il nuoto italiano è di grande avvenire. La prima a dare questa consapevolezza è Sara Curtis. La 18enne di Savignano centra solo l’ottavo posto nella 100 metri stile libero, ma mostra comunque ottime doti che le fanno meritare tanti applausi. Inoltre è la prima azzurra a disputare una finale mondiale nei 100m stile libero e già questo è sufficiente per fare la storia e rendere fiera di lei il nuoto italiano.
CURTIS OTTAVA NEI 100 STILE LIBERO
L’azzurra disputa una splendida prima vasca e aggancia il secondo posto dopo i primi 50m, impensierendo in modo serio le rivali più grandi ed esperte. L’inesperienza e la stanchezza poi si fanno sentire ed è costretta a cedere il passo scivolando fino all’ultimo posto. L’inizio promettente ed il finale amaro rendono agrodolce questo suo debutto mondiale. Sicuramente predomina l’emozione di essersi messa in gioco e aver accarezzato l’idea di ottenere una bella posizione in questa sua prima sfida mondiale ma in cuor suo c’è tanto rammarico perché sperava di ottenere qualche posizione in più. L’oro va all’Olanda con Marrit Steenbergen (52″55), che anticipa l’australiana O’Callaghan (52″67), bronzo agli Stati Uniti con Huske (52″89).
Non bisogna dimenticare che la Curtis infatti è al suo primo, vero grande appuntamento Mondiale ed è a prima italiana a giocarsi una finale 100m stile libero. Anche se deve accontentarsi dell’ottavo posto è riuscita comunque a chiudere in 53″41: uno dei suoi migliori tempi stagionali. Insomma ancora tanto tempo per migliorarsi ma se il buon giorno si vede dal mattino il nuoto italiano può dormire sonni tranquilli. Arriveranno tante, belle, soddisfazioni. Lo sa anche Sara che a fine gara ha dichiarato: “È mancato il ritorno bisogna lavorare di più, alla fine ero morta. Delusione? No, non sono delusa ma stanca, l’obiettivo era la finale ma la medaglia la sognano tutti: un giorno arriverà anche per me. I risultati arriveranno“. Ne siamo certi Sara.
Foto da Federnuoto – Articolo a cura di Marco Lanari – Sportpress24