Giannis Antetokounmpo è la prova vivente che dai marciapiedi di Atene si può arrivare in cima al mondo.
Nato il 6 dicembre 1994 ad Atene, in Grecia, da genitori nigeriani immigrati illegalmente,Giannisha vissuto per anni senza cittadinanza e in povertà.
Da bambino aiutava la famiglia vendendo occhiali, orologi e borse per le strade. Nonostante le difficoltà, iniziò a giocare a basket a 13 anni in una squadra di quartiere, il Filathlitikos.
L’uomo che ha creduto per primo in Giannis Antetokounmpo è Takis Zivas, allenatore del Filathlitikos, un piccolo club di periferia ad Atene.
L’intuizione di Zivas e il sogno di Giannis Antetokounmpo comincia a nascere
Zivas vide Giannis per la prima volta quando era un ragazzo lungo, magro e grezzo, ma con una fame rara — nel senso letterale e sportivo.
Non avendo i soldi per il trasporto, Giannis spesso dormiva direttamente in palestra, o si fermava lì tutto il giorno.
Zivas lo capì e, con grande umanità, lo aiutò: gli offrì da mangiare e gli permise di restare nella palestra, pur di farlo allenare e proteggerlo.
È in quell’ambiente che Giannis ha costruito le basi: grazie alla fiducia dell’allenatore, alla libertà di usare la palestra come una casa e all’aiuto silenzioso del club, che fece anche da intermediario per la sua famiglia quando la situazione divenne insostenibile.
Giannis cresce, si migliora e finalmente viene notato dai pezzi grossi dell’NBA
Nel 2013, a 18 anni, fu scelto al Draft NBA dai Milwaukee Bucks con la 15ª scelta. All’inizio era poco conosciuto e molto acerbo, ma il suo talento, la sua etica del lavoro e il suo fisico in continua evoluzione lo hanno reso un fenomeno.
Con il suo primo stipendio NBA, Giannis Antetokounmpo non pensò a sé stesso, ma mandò subito i soldi alla sua famiglia in Grecia.
Secondo un aneddoto molto noto, dopo aver trasferito tutto il denaro, rimase senza abbastanza soldi per prendere un taxi per andare alla partita e fu visto correre per le strade di Milwaukee per raggiungere l’arena.
Un tifoso lo notò e lo accompagnò allo stadio.
Questo gesto racconta molto della sua personalità: Giannis ha sempre messo la famiglia al primo posto, sacrificandosi per dare ai suoi genitori e fratelli ciò che non avevano mai avuto.
Solo dopo, con il tempo, ha cominciato a comprare qualcosa anche per sé: un’auto per spostarsi e una casa per i suoi genitori. Ma il suo primo pensiero fu la famiglia.
Giannis Antetokounmpo una volta ordinò 50 pezzi di chicken nuggets per festeggiare una prestazione mostruosa: i 50 punti segnati in Gara 6 delle Finals NBA 2021, che regalarono il titolo ai Milwaukee Bucks contro i Phoenix Suns.
Il giorno dopo, Giannis si presentò in un fast food Chick-fil-A e ordinò, in diretta su Instagram:
“Can I get 50 chicken minis, not 51, not 49… exactly 50!”
Il video diventò virale. Era nel drive-thru, scherzava con i fan, mostrava il trofeo NBA e il trofeo di MVP delle Finals.
Un momento che unì il suo spirito competitivo alla semplicità che lo rende amatissimo.
È un simbolo: 50 punti, 50 chicken minis. Umile anche da campione NBA.
Negli anni, Giannis ha conquistato:
• 2 MVP della stagione NBA (2019 e 2020)
• 1 titolo NBA con i Bucks nel 2021, con 50 punti in gara 6 delle Finals
• MVP delle Finals 2021
• Più volte All-Star e All-NBA
Chiamato “The Greek Freak” per la sua potenza e agilità, oggi è uno dei giocatori più dominanti al mondo, ma continua a distinguersi per la sua umiltà, semplicità e amore per la famiglia. La sua è una storia di sacrificio, fede e riscatto.
Articolo a cura diStefano Ghezzi – SportPress24.com