Facendo un bilancio della gestione Elkann fra Stellantis, Ferrari e Juventus sembra che ci sia un problema al vertice.
Il bilancio complessivo della gestione Elkann, osservando Stellantis, Ferrari e Juventus, mostra luci e ombre, ma con un tratto comune: difficoltà evidenti nella gestione sportiva e nella percezione pubblica.
Stellantis sta andando bene dal punto di vista industriale: i conti reggono, la fusione FCA-PSA ha portato sinergie, ma crescono le tensioni sindacali e l’immagine del gruppo è percepita come fredda e distante, specie in Italia.
Ferrari, sebbene economicamente solida, non riesce a tornare competitiva in Formula 1.
La gestione sportiva è altalenante, i tifosi invocano un ritorno alla visione forte e carismatica del periodo Montezemolo–Schumacher, che oggi sembra lontanissimo.
Juventus è il capitolo più controverso. Dopo l’uscita di Andrea Agnelli, John Elkann ha affidato la ricostruzione a manager più “aziendalisti”, ma i risultati sportivi non sono arrivati, e l’immagine del club è stata scossa da inchieste, penalizzazioni e confusione strategica.
Il filo conduttore? Una leadership più attenta ai bilanci e alla governance, ma meno presente sul piano emotivo, sportivo e comunicativo.
E questo, in realtà italiane così identitarie, pesa moltissimo.
Foto da X – Articolo a cura di Stefano Ghezzi – SportPress24.com
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