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Lazio, Tudor si presenta: “Voglio una Lazio moderna. Possiamo dare tanto ma bisogna lavorare…”

Oggi inizia l’era di Igor Tudor sulla panchina della Lazio. La società biancoceleste ha affidato a lui il compito più difficile: risollevare l’ambiente e salvare una stagione fin qui ben al di sotto di tutte le aspettative.
Intervenuto ai microfoni di Lazio Style Channel, il nuovo allenatore si presenta:

I motivi principali che mi hanno spinto a scegliere la Lazio? Non ci sono motivazioni, nel senso…la Lazio è un club prestigioso, è un club che tutti vogliono. Per chi fa questo lavoro di allenatore venire ad allenare una squadra come la Lazio è una questione di prestigio, una cosa bella e stimolante. È una squadra prestigiosa, con giocatori forti e con una tifoseria speciale. Venire qua e fare parte di questo club e di questa città, che sono una cosa unica, non si può non accettare”.

Le prime ore in biancoeleste, le nuove strutture ed il suo pensiero dopo la chiamata del presidente Lotito ed il Ds Fabiani:
Mi trovo bene, le strutture sono belle e si può lavorare bene. La cosa bella è che un allenatore qui può fare veramente bene, nel senso che ci sono tutti predisposti per fare bene: c’è serietà e organizzazione giusta, quella che piace a me. E’ quasi come una famiglia. Guardando da fuori ho visto sempre che l’allenatore di questo club ha sempre un ruolo importante nel fare il suo lavoro”.

Inizio in salita con subito la Juve (da affrontare anche in Coppa Italia) ed il derby. Cosa può dare la Lazio in queste 9 giornate di campionato e la seminale di Coppa Italia?
Vediamo. Io penso che si può dare sempre tanto. Bisogna mettersi a lavorare con intelligenza e nel modo giusto. Quando vieni da un allenatore che fa un altro tipo di calcio ci vuole sempre un po’ di adattamento e di tempo. Però penso che c’è un gruppo sano, di gente che lavora e che si applica. Tocca a me di trasmettere al più presto le idee che ho nella testa, penso che lo faremo in fretta”.

Su Guendouzi e Casale con cui ha già lavorato:
Matteo non l’ho ancora visto (è andato in nazionale, ndr). Lui è un vincitore, è uno che ha questa mentalità pazzesca che ci vuole specialmente in queste squadre e in queste città che sono sempre molto esigenti. Nicolò è un ragazzo d’oro, un giocatore forte che sarà sicuramente utile”.

Da ex difensore quanto è contento di poter lavorare con 4 centrali di livello?
Io ero anche centrocampista (ride ndr), tutto il settore giovanile ho giocato lì. Lippi mi ha fatto giocare anche terzino. Guarda, io sono un difensore però mi piace molto lavorare sulla fase offensiva non rinunciando ovviamente alla difesa. Si dice che si vince con la difesa ma la fase difensiva non la fanno solo i difensori ed il portiere, anche tutta la squadra. Vorrei vedere tutta la squadra che fa entrambe le fasi. Questo è l’obiettivo che vogliamo avere con spirito di sacrificio che non deve mancare mai”.

Al di là di numeri e moduli, che Lazio vuole vedere in campo?
“Ma io non rinuncio niente come allenatore. Io voglio vedere tutto nella squadra, nel senso: la fase offensiva, la fase difensiva, le transizioni, la grinta, la corsa, la qualità di gioco, il possesso ma anche la corsa nello spazio. Penso che il calcio moderno va in questa direzione di attaccare con tanti, fare gol e di non essere noiosi. Io ci proverò a fare tutto questo che ho detto. Qualcosa farò meglio e qualcosa no ma sono uno che non si accontenta mai. C’è sempre da spingere e da migliorare“.

Foto da Lazio Style Channel – Articolo a cura di Marco Lanari – Sportpress24.com

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