Come un fulmine a ciel sereno, arrivano le parole della 46enne capitana di tennis azzurra,Tathiana Garbinche rivela della forma tumorale rarissima che l’ha colpita.
LA SCOPERTA DEL MALE
“Ho saputo della malattia mentre mi trovavo aNew York, durante loUS Open. Ho iniziato ad avere dolori al ventre. Non mi sono preoccupata più di tanto, perché sono sempre stata sana come un pesce. In più conduco uno stile di vita da atleta, mangio bene, faccio prevenzione ogni anno.
Il medico mi ha consigliato di fare una serie di accertamenti che hanno portato alla diagnosi di questo tumore”.
UNA FORMA RARISSIMA DI CANCRO
“Sì, mi hanno detto gli specialisti checapita a una persona su un milione.
Si sviluppa dall’appendice, poi nel mio caso si è esteso. Mi sono operata subito, non c’era tempo da perdere. Proprio domenica, mentre giocavamo la finale, è stato un mese dall’intervento.
Sono una donna fortunata, ho accanto persone che mi vogliono bene, so che non sono da sola.
Tuttavia, desidero informarvi che dovrò sottopormi a un secondo intervento, come previsto dal piano di trattamento pianificato dai medici”.
INTERVENTO E RIPRESA
Continua così il suo racconto laGarbin:
“Nonostante l’operazione aPisafosse stata piuttosto invasiva, mi sono ripresa in fretta. Il giorno dopo camminavo, dopo quattro giorni ero fuori. Seguivo i risultati dei tornei in Cina, sentivo le ragazze quando potevo”.
“Ho voluto chiamare le ragazze una a una per avvisarle. Sarei dovuta partire per la Cina con loro ma avevo il passaporto in scadenza.
Forse un regalo del destino, o di un angelo, perché se fossi andata avrei rimandato gli esami. Sono state eccezionali, mi sono state sempre vicine e anche la federazione mi ha dato tutto il supporto possibile”.
“AFFRONTO IL TUMORE COME LO SPORT, A TESTA ALTA”
“Le priorità della mia vita si sono immediatamente ribaltate. La salute è una cosa che ho sempre avuto e in un attimo ho capito che è quanto di più prezioso abbiamo.
La vita da atleta mi ha abituata fin da ragazzina, come tutti i tennisti, ad affrontare i problemi, trovare soluzioni e cavarmela in campo.
L’atteggiamento rimane quello anche nei confronti della malattia. Poi, se l’avversario è troppo più forte, non puoi che stringergli la mano e uscire dal campo. Ma sempre dopo aver dato tutto, a testa alta“.
LA MORTE
“Non ho paura di morire. Ho avuto una vita meravigliosa, con la fortuna di un dono come quello del talento sportivo. Ho vissuto tutto apprezzando ogni minuto.
Di una cosa sono certa, non cambierei la mia vita bellissima con una più lunga ma insapore, senza emozioni. Vincere le prossime Finals? La vittoria non è l’unico obiettivo: nello sport sei giudicato per come e quanto vinci. Ma non sono i trofei gli obiettivi a cui si deve ambire.
L’importante è poterli condividere. Io voglio terminare la mia vita sapendo di aver dato qualcosa agli altri.Grazie a tutti voi per essere al mio fianco in questo percorso”.
con affetto,
Tathiana Garbin
Foto da Twitter – Articolo a cura di Massimo Moriggi – Sportpress24.com