Chi esalta la vittoria dell’Italia contro l’Albania, alimenta il fallimento azzurro

L’Italia di Mancini vince in Albania 1-3 in un’amichevole che conta poco ai fini del risultato ma che ha dato sicuramente spunti interessanti al CT della Nazionale. Un’Italia che vince e che capeggia su tutti i quotidiani sportivi, dando merito alla prestazione sul campo. Ma effettivamente, che prestazione è stata?

Qualsiasi sia stato il risultato, resta un grande amaro in bocca per via della mancata qualificazione ai Mondiali in Qatar 2022. Parlare di una grande vittoria contro l’Albania, è da illusionisti soprattutto per quello che la Nazionale azzurra doveva fare a suo tempo e non ora.

Purtroppo la situazione del calcio in Italia, non è grave è gravissima e solo pochi se ne rendono conto. Forse lo stesso CT della Nazionale non si capacita o sa nascondere bene il fallimento azzurro. Sta di fatto che il calcio nostrano sta passando un periodo negativo, deludente e lo dimostrano i fatti : secondo mondiale in assenza, coppe europee (quelle che contano) che sembrano un miraggio e tanti e tanti stranieri che militano nel nostro campionato. La vittoria agli Europei doveva dare linfa vitale, ed invece tutto è stato il contrario di tutto, gettando anche importanti ombre sulla vittoria di Wembley.

Di seguito indichiamo dei dati i quali indicano il perchè del momento negativo degli Azzurri e cosa ha portato alla seconda esclusione dal Campionato della Coppa del Mondo dopo Russia 2018 ed ora in Qatar.

Degli 832 convocati alla Coppa del Mondo, solo 70 (67 di Serie A e 3 di B) arrivano dall’Italia. Nell’attuale Campionato di Serie A ci sono 343 stranieri (record europeo assoluto).

Il problema però, oltre alla quantità esorbitante di calciatori acquistati all’estero, che ha distrutto la Nazionale, è la loro qualità. Dei 70 “italiani” convocati, solo 39 saranno (probabilmente) titolari, 31 le riserve, appena 8 i big, SOLO 8 i nomi altisonanti che figurano nelle formazioni base delle sei nazionali top: 8 su 66!

Paredes, Di Maria e Lautaro Martinez nell’Argentina, Alex Sandro e Danilo nel Brasile, Rabiot e Theo Hernandez nella Francia e Milinkovic nella Serbia. Anche esaminando la questione dal punto di vista dei club, il risultato non cambia: a guidare la classifica delle società più presenti in Qatar è il Bayern Monaco con 17 giocatori (record storico); poi Manchester City e Barcellona con 16, United con 14 e così via. La prima italiana è la Juventus con 11 (Milan e Inter solo 7, il Napoli addirittura 5 e la Lazio con 2), giocatori che hanno la sicurezza di giocare titolari.

E’ un grande rimpianto che ci porteremo per anni. Quello che spiace di più è che tutti se ne sono resi conto, tranne chi doveva portare l’Italia in Qatar.

Articolo a cura di Stefano Ghezzi – Sportpress24.com

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