SuperLazio a Bergamo, Ciro Immobile è nella leggenda del calcio. Solo un pari ma vince Sarri

Che Lazio ragazzi e che spettacolo di gara a Bergamo. Sembrava una sfida da primi posti, non del campionato di calcio italiano, ma di Premier League col classico clima britannico a farla da sfondo.

Una contesa da vibrazioni agonistiche e tecniche molto elevate, una sfida tattica vissuta ad una velocità impensabile per il calcio nostrano, insomma una summa del manuale delle partite Belle, con la maiuscola ovviamente.

Chi si ferma è perduto e le due squadre fanno la guerra a colpi di sibilanti ribaltamenti di fronte con una Lazio eccelsa sotto ogni aspetto, messa in campo da Sarri al massimo dei giri.

Atalanta furibonda in avvio, molta foga, zero occasioni, Lazio a uomo (è questa la soluzione geniale di Sarri al gioco di Gasperini) e con una tecnica che la fa apparire un’equipe di artisti pronti a dipingere un affresco sbalorditivo.

Ed è naturale che passi in vantaggio, logico e meritato, con un Pedro da favola all’apice di un’azione da capogiro (per i bergamaschi).

Lazio padrona della mente, Lazio padrona della gara, malgrado gli atalantini ringhino come mastini.

Il pareggio all’ultimo secondo dell’unico minuto di recupero è un’ invenzione di Zapata che, con tutta la rabbia del mondo, abbatte un Reina impotente sulla sassata colombiana.

Pareggio stretto per la Lazio, si aspetta un’Atalanta riversata come il latte fumante dentro una tazza vuota nel secondo tempo…

E invece è ancora SuperLazio, con il leggendario Ciro Immobile emulo di un certo Silvio Piola a portare avanti i biancazzurri. Sembra fatta, ma la monetina galeotta lanciata da un idiota atalantino piomba sulla testa di Reina ed è il tintinnio del pareggio nerazzurro, sempre nel recupero.

Un gol fortunoso di De Roon, ma chi segna ha sempre ragione. Rimangono nella piega di una partita infinita, la vittoria tattica di Sarri su Gasperini e il sorriso di Ciccio Acerbi ai 600 laziali in trasferta.

La Lazio c’è, eccome, ci divertiremo ragazzi…

Articolo a cura di Carlo Cagnetti – Sportpress24.com

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