FIFA, UEFA e CONMEBOL : ‘Venti di Guerra’ per i mondiali ogni 2 anni

I “venti di guerra” tra UEFA e FIFA si fanno sempre più forti, tanto che l’autorevole quotidiano tedesco Sueddeutsche Zeitung in data 16/9 ha rivelato che martedì 14/9 si è svolto un incontro tra le 55 Federazioni, membri della Confederazione Europea, per discutere il progetto di ospitare la Coppa del Mondo ogni due anni, che sembra essere voluto dalla World Football Authority.

Un caso che i vertici del calcio europeo non hanno accolto con soddisfazione, perché “bloccherà” un calendario già saturo. L’incontro si è concluso con la decisione della UEFA di scrivere una lettera alla FIFA per un vertice urgente tra confederazioni europea e mondiale, per l’avvio ad hoc dei colloqui.

CONMEBOL, UEFA e i club più ricchi del pianeta hanno cominciato a sembrare molto isolati sull’argomento. Il progetto è stato sostenuto dalla Confederazione calcistica africana (CAF) e da molti paesi asiatici, insieme alla Caribbean Football Association.

Le intenzioni delle due parti (opposte), del resto, sono ben note. La FIFA organizza la Coppa del Mondo ogni 4 anni e da questo evento raccoglie le entrate per sostenere i propri budget durante il periodo di 4 anni che separa una Coppa del Mondo dall’altra. Il Mondiale per Club, per quanto famoso, non porta molti soldi al botteghino, mentre la Confederations Cup si è rivelata un esperimento fallito.

La UEFA, d’altra parte, ha due principali fonti di entrate, in particolare il Campionato Europeo, che ha rivitalizzato i suoi budget per quattro anni. Ma la Confederazione Europea ha un’arma in più: la Champions League, l’evento internazionale più redditizio del calcio mondiale per club. Che, soprattutto, ha il grande vantaggio dell’evento annuale. Questo, insieme alle altre competizioni europee interclub, garantisce al fondo Uefa oltre 500 milioni di euro a stagione.

In questo contesto, non stupisce che Infantino abbia cercato in questi mesi di studiare una sorta di Champions League a livello mondiale, aprendosi anche alle squadre sudamericane. Uno sforzo attualmente inattivo, sia per le difficoltà legate al Covid-19, sia per l’obiettiva osservazione che, data l’attuale tecnologia aeronautica, ciò non è così semplice.

Date le difficoltà che incontrano i calciatori latinoamericani al ritorno dai tornei con le loro nazionali, come si può pensare di fare viaggi intercontinentali per giocare a Rio de Janeiro o Buenos Aires. E poi tornare in tempo per poter partecipare al campionato europeo nazionale a cui sta gareggiando?

Da qui l’idea di Gianni Infantino di raddoppiare il ritmo dei Mondiali. Una scelta però in netto contrasto con le esigenze dell’Uefa (e di altre confederazioni), che vedrebbero a rischio i vari tornei continentali per le nazioni, oltre al degrado biologico dei calciatori e all’ulteriore aumento del costo salariale, a causa di più partite.

Ma in questo conflitto è coinvolta un’altra battaglia: quella tra lo stesso Ceferin e la Super League europea (ESL). E poiché in tutte le guerre il nemico del nemico è mio amico, mai prima d’ora Florentino Perez, Andrea Agnelli e Joan Laporta sono stati più vicini a Infantino.

Ceferin, insomma, sembra essere il grande vincitore finora e può vantare due grandi fonti di guadagno: l’Europeo e la Champions League, ma è sotto attacco su entrambi i fronti.

Al momento, il patrimonio della UEFA è stato difeso molto bene, ma si prevede il proseguimento, in quanto nella seconda edizione della Super League Europea, finora la UEFA ha subito due sconfitte in sede civile e la decisione della Corte Suprema del Lussemburgo ανα è previsto.

Manos Staramopoulos
Giornalista – Analista di calcio e affari internazionali
Membro del comitato calcistico AIPS e della IFFHS World Statistics Federation
Corrispondente: France Football, A Bola, Discoveryfootball.com, Mundo Deportivo, Sportpress24.com
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