Inghilterra, Gareth Southgate ringrazia Wembley e i tifosi

Il bilancio più che positivo dell’Inghilterra in fasi finali giocate a Wembley – per non parlare della ventata d’ottimismo portata da Gareth Southgate – a guardare con fiducia alla finale contro l’Italia.

“Abbiamo regalato un sorriso a tutti, ma il pubblico è stato incredibile stasera. Tutti i tifosi sono stati fantastici. Ci hanno sostenuto soprattutto ai supplementari. Siamo riusciti a trovare il gol della vittoria anche grazie a loro”.

È così che Jordan Henderson ha riassunto a EURO2020.com il ‘fattore Wembley’, che ha permesso all’Inghilterra di superare l’ostacolo Danimarca e tornare in finale dopo molto tempo.

Henderson conosce bene l’effetto che il pubblico di casa può avere su una squadra. Il suo Liverpool, ad esempio, non avrebbe mai ribaltato la sconfitta per 3-0 contro il Barcellona nella semifinale per cuori forti del 2019 senza il pubblico di Anfield.

La differenza rispetto ad Anfield è che il nuovo stadio Wembley (inaugurato nel 2007) non ha una tradizione di imprese impossibili, come ha spiegato Gareth Southgate prima del trionfo in semifinale contro Danimarca. “Wembley naturalmente ha una storia fantastica, ma per quelli di noi abbastanza vecchi da ricordarlo, gran parte di quei ricordi appartengono al vecchio impianto”, ha commentato.

Il Ct ha quindi invitato la squadra a creare nuovi ‘momenti iconici’ sotto l’arco del nuovo stadio. La squadra e lo stadio sembrano condividere la stessa missione: scrivere la storia, come ha fatto l’Inghilterra nel tempio del calcio nel 1966.

I tifosi di casa hanno fatto la loro parte contro la Germania agli ottavi e mercoledì sera – con 64.547 tifosi sugli spalti – hanno spinto la loro squadra in finale contro l’Italia. La partita si giocherà in uno stadio in cui l’Inghilterra ha vinto 13 delle ultime 15 partite.

Un momento particolare all’inizio dei supplementari ha riassunto il grande incitamento che arrivava dagli spalti, anche se i tifosi inglesi con qualche anno in più iniziavano forse a temere un’altra eliminazione: quando la squadra è uscita in semifinale nel 1990, 1996 e 2018, i tempi regolamentari si erano infatti conclusi 1-1.

Come dice il testo della celebre canzone ‘Three Lions’, una musica (nonostante quello che si possa pensare) sull’incrollabile speranza dei tifosi inglesi di fronte alle esperienze amare: “L’Inghilterra la sprecherà anche stavolta, l’Inghilterra la getterà via ancora una volta”. Ma non questa volta.

E mentre la luce dell’arco illuminava il cielo di Wembley, le note di quella canzone risuonavano sugli spalti con l’Inghilterra in avanti alla ricerca del gol-qualificazione. Alla rete decisiva di Harry Kane, i cori di Sweet Caroline sono stati sovrastati dalle urla di gioia dei tifosi che insieme alla squadra hanno scritto un nuovo capitolo della storia di Wembley.

E adesso la finale contro l’Italia. “Una finale in casa… che emozione!”, ha detto Kane a EURO2020.com dopo la partita. La storia dimostra che una finale in casa non è sempre un bene. La Francia ne ha persa una cinque anni fa, il Portogallo un’altra nel 2004 quando è stato battuto dalla Grecia. Solo due volte una nazione ha vinto l’EURO in casa: la Spagna nel 1964 e la Francia nel 1984. Ma questa è l’Inghilterra di Southgate, una nuova Inghilterra, con una nuova storia da scrivere.

Manos Staramopoulos
Giornalista – Analista di calcio e affari internazionali
Membro del comitato calcistico AIPS e della IFFHS World Statistics Federation
Corrispondente: France Football, A Bola, Discoveryfootball.com, Mundo Deportivo, Sportpress24.com 
manos staramopoulos
Translate »
error: Contenuto protetto!
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: