Cosa ci ha impressionato nella fase a gironi di Euro 2020

La fase a gironi di Euro 2020 è ormai un ricordo del passato, d’ora in poi non c’è niente di sbagliato. Chi perde è perduto e riporta l’aereo in patria. D’altra parte ora arriva il molto bello, dove ogni 90 minuti (a volte anche 120 minuti) c’è una piccola “finale”, sulla strada per la grande, finale dell’11 luglio a “Wembley”.

Ci siamo lasciati alle spalle 36 partite (la maggior parte molto interessante, ma anche alcune… vorremmo dimenticarle), 94 gol, ovvero 25 in più della fase a gironi di Euro2016 (con 2,61 a partita), 8 (!) Autorete, 6 sbagliati sanzioni e 2 cartellini rossi.

Ma vediamo cosa ci è piaciuto nella prima parte di un Europeo dove finalmente abbiamo rivisto i tifosi sugli spalti, anche se non troppi, fatta eccezione per Budapest, Copenaghen, San Pietroburgo e un po’ Baku. Ma questo è anche un segno che stiamo lentamente tornando alla normalità. Il fatto è che avevo tifosi in tutti gli stadi, indipendentemente dal loro numero.

Una bellissima immagine che rimarrà impressa nella nostra memoria è stata l’incredibile muro di protezione, amore e amicizia che i calciatori della nazionale danese hanno costruito attorno a Christian Eriksen. Il momento in cui il 29enne centrocampista dell’Inter è crollato sul campo del “Parken”. Lezioni di compostezza e solidarietà dai danesi, con il loro primo e miglior leader, Simon Kjiaer. 

La passione di Cristiano Ronaldo che, a 36 anni e senza avere nulla da dimostrare, corre su ogni pallone. Corre per aiutare la sua squadra nazionale a raggiungere i suoi obiettivi e batte un record dopo l’altro, ora a un gol dal diventare il capocannoniere di tutti i tempi nelle squadre nazionali.

La nazionale italiana è meravigliosa. Dimentica la Squadra Azzurra di Catenaccio, la cui prima preoccupazione era quella di non subire gol e prendersi la vittoria in contropiede. L’Italia di Roberto Mancini gioca un gran bel pallone, ha ottimi ritorni in difesa, accetta poche fasi, finora nessun gol e segna con grande costanza.

Il genio del calcio che sente nel nome di Luka Modric. A 35 anni, il centrocampista croato sta ancora insegnando palla. È un vero leader in campo.

Così come il gol – poesia con l’esterno sinistro dell’attaccante ceco Patrick Schick   nel match contro la Scozia. Un pallonetto incredibile dal centro dove è stato senza pensarci due volte, la mia valutazione personale il gol più bello della fase a gironi di Euro2020. E ora arrivano i giochi ad eliminazione diretta con più sorprese e interessi…

Manos Staramopoulos
Giornalista – Analista di calcio e affari internazionali
Membro del comitato calcistico AIPS e della IFFHS World Statistics Federation
Corrispondente: France Football, A Bola, Discoveryfootball.com, Mundo Deportivo, Sportpress24.com
manos staramopoulos
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